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Il mondo del Carnevale piange Gianluca Orlandi
lutto 

Il mondo del Carnevale piange Gianluca Orlandi

Stroncato da un’embolia polmonare a 53 anni. Ha collaborato con alcuni carristi e suonato nelle orchestrine dei rioni

VIAREGGIO

Se ne è andato a 53 anni, stroncato da un’embolia polmonare che lo ha fiaccato nel giro di pochissimi giorni. Gianluca Orlandi, viareggino della Darsena e grande carnevalaro, è morto così, all’improvviso, lasciando di stucco amici e conoscenti. Si era sentito male venerdì, quando dal nulla ha accusato un malore. Trasportato al pronto soccorso dell’ospedale Versilia, le sue condizioni sono subito state giudicate molto critiche. Ma è nella notte fra sabato e domenica che il quadro clinico si è ulteriormente aggravato. Tanto che domenica il suo cuore ha cessato di battere.

Gianluca Orlandi era molto conosciuto a Viareggio. In particolar modo negli ambienti del Carnevale. Fin da giovane, quando ancora frequentava il liceo scientifico, era sempre in prima fila nell’organizzare iniziative legate al divertimento e alla musica. Spirito libero, dotato di una simpatia contagiosa, ha poi trovato spazio quasi inevitabilmente nel mondo del Carnevale. Sfruttando le sue innate doti naturali sia nel campo della musica che in quello della manualità.

Per ciò che concerne la musica, Gianluca Orlandi è stato attivissimo sia sul fronte della composizione di canzoni che nell’esecuzione di brani. Soprattutto nei primi anni di attività era infatti facile trovarlo insieme ad altri amici con la passione della musica a suonare sul palco delle varie feste rionali. In primo luogo in Darsena, quartiere nel quale era nato e dove ha vissuto la gran parte dei suoi anni (in via Trento prima e in via Petrarca poi) prima di spostarsi con tutta la famiglia nella nuova abitazione di via Leonardo da Vinci.

Ma Gianluca si è spesso dilettato anche a comporre canzoni di carnevale, contribuendo a scrivere alcune pagine di quell’immenso patrimonio musicale che solo il Carnevale di Viareggio può vantare.

Gianluca Orlandi era poi particolarmente dotato anche da un punto di vista della manualità. E così, sfruttando questo suo talento artistico e specializzandosi nella tecnica della cartapesta, ha collaborato con molti costruttori sia quando i carri si realizzavano ancora nei baracconi di via Marco Polo, sia nei nuovi e più moderni hangar della Cittadella. Due, in particolar modo, i costruttori con cui ha avuto i maggiori legami: nei suoi primi anni ha infatti lavorato con Alessandro Alessandrini e, più di recente, ha aiutato Franco Malfatti. Negli anni Novanta ha anche tentato fortuna nel mondo della cartapesta in prima persona, cimentandosi nella realizzazione di alcune maschere isolate. Quella alla quale era più legato – lui interista sfegatato – è “La zebra”, con la quale prendeva di mira la “nemica” Juventus.

Nella sua vita, però, ha trascorso anche momenti difficili e tormentati. Primo fra tutti quando la sua fidanzata - alcuni anni fa - perse la vita

in maniera drammatica. Un episodio che lo ha segnato per sempre.

Gianluca lascia la mamma Mila Del Carlo, il fratello Roberto Orlandi, conosciutissimo avvocato e anche lui grande carnevalaro, e i nipoti Gianmarco e Francesca.





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