Quotidiani locali

Sant’Anna di Stazzema 

Addio a Massimo Mancini che sopravvisse all’eccidio

Massimo Mancini aveva vissuto la stessa sorte del fratello, Enio: furono salvati da un giovane soldato tedesco che decise di risparmiarli e farli fuggire nel bosco

STAZZEMA. Massimo Mancini aveva vissuto la stessa sorte del fratello, Enio: furono salvati da un giovane soldato tedesco che decise di risparmiarli e farli fuggire nel bosco. Dopo la recente scomparsa di Nella è venuto a mancare lui, altro superstite della strage del 12 agosto 1944.

Il sindaco di Stazzema, Maurizio Verona, ha fatto sapere che esprime il cordoglio per la sua scomparsa, ricordando che la memoria vivente di Sant’Anna sta pian piano venendo meno. Massimo Mancini era un membro attivo dell’associazione Martiri di Sant’Anna di Stazzema. «Stiamo perdendo via via pezzi della nostra memoria – commenta il sindaco Maurizio Verona –. Mancini ha sempre partecipato alle attività dell’associazione Martiri di Sant’Anna di Stazzema anche se non ha mai vissuto la sua storia in una dimensione pubblica. Ciò nondimeno la sua è una perdita importante per la nostra realtà: nell’ultimo mese abbiamo perduto tre testimoni della strage e sentiamo forte l’onere di essere eredi e ambasciatori di questa storia e del loro impegno per una società diversa da quella che consentì che si potessero consumare tragedie simili».

Enio e Massimo si salvarono grazie ad un soldato tedesco, appunto, un ragazzo giovanissimo, che, rimasto solo con loro, ordinò a gesti di stare zitti e di scappare. Si erano già allontanati quando sentirono una raffica di mitra alle loro spalle e girandosi

videro che il militare stava sparando in aria. Nella testimonianza resa ad Oliviero Toscani disse: «Un tempo mi sognavo questo ammasso di cadaveri, ad uno mancava una gamba, uno era carbonizzato. Il ricordo, secondo me, non va mai cancellato. È una cosa importante il ricordo».
 

TrovaRistorante

a Lucca Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro