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In coma etilico a 15 anni dopo la serata trascorsa in un locale

È accaduto sabato notte a Marina di Pietrasanta. La ragazzina, versiliese, aveva un tasso alcolico particolarmente elevato 

MARINA DI PIETRASANTA. Di lei si sono dovuti prendere cura i medici del Pronto soccorso pediatrico. Anche se la dose di alcol ingurgitata dalla quindicenne soccorsa dall’ambulanza inviata dal 118 sul viale a Mare di Marina di Pietrasanta era tale da fare impallidire qualsiasi adulto. L’allarme è scattato quando non era ancora l’una della notte tra sabato e domenica. Quando i soccorsi hanno recuperato la ragazzina si sono subito resi conto che la situazione era di coma etilico: paziente svenuto, che non risponde agli stimoli, in una situazione di abuso di alcol.

Arrivata al Pronto Soccorso pediatrico, vera e propria risorsa dell’ospedale Versilia, la giovanissima è stata sottoposta a tutti gli esami del caso. Ed è saltata fuori una alcolemia (tasso di alcol presente nel sangue) da 200 mg/dl che il primario di pediatria, Luigi Gagliardi, non esita a definire come la conseguenza «dell’aver bevuto davvero tanto».

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In queste situazioni, spiega il medico, «si procede con il controllo dei valori del sangue, alcuni dei quali possono essere modificati dallo stato del paziente, ed in caso di necessità di procede per farli rientrare nella normalità. Inoltre si somministra una flebo di sali e zucchero e si monitora la condizione del paziente fino al suo risveglio». Di solito i ragazzi riaprono gli occhi tra la mattina ed il primo pomeriggio del giorno successivo alla sbronza. E così è accaduto anche alla quindicenne arrivata in Pronto soccorso sabato notte.

Non c’è sera che le decine di locali della Versilia non attraggano centinaia di giovani che passano da uno all’altro rincorrendo la musica proposta e gli eventi proposti da ogni attività. Ma le parole del dottor Gagliardi sono inquietanti e meritano un approfondimento da parte di tutti gli Enti competenti, dai Comuni, delle forze di polizia, alla stessa Prefettura: «La presenza di un minore al Pronto soccorso pediatrico del Versilia per abuso di alcol non è una cosa rara. Purtroppo ne vediamo un certo numero...».

Il caso alcol venduto ai minorenni era esploso, subito la fine dell’anno scolastico, quando una ragazzina era finita in ospedale dopo la festa che si era tenuta alla Cittadella di Viareggio. Un appuntamento che aveva attirato anche i bambini della scuola media inferiore. Più di un genitore, in questi giorni, aveva parlato per porre con forza il problema delle bevande alcoliche vendute o somministrate ai giovani sotto i 18 anni, nonostante la legge lo vieti. Il nuovo caso ripropone tutta la questione nella sua gravità in una Versilia che aveva fatto bandiera, negli anni passati, dell’esperienza del Comitato “Non la bevo”, il quale anche nelle notti dei locali della Versilia (oltre che Viareggio) aveva portato un messaggio alternativo allo sballo alcolico.


 

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