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Alcol a fiumi alla festa di fine scuola

Viareggio, la denuncia di una madre: "Birra venduta  in continuazione a minorenni, vergognoso"

VIAREGGIO. In tremila in Cittadella per il terzo appuntamento con la festa che segna la fine dell’anno scolastico, dalla prima media all’ultimo anno di scuola superiore. Appuntamento tanto atteso quanto segnato da un problema comune alle notti italiane: l’alcol senza il quale sembra non esistere divertimento. «Vorrei "complimentarmi" con il servizio organizzativo e di sicurezza della Cittadella...Durante il Festa Color il chiosco mobile, autorizzato alla vendita di bibite e alimenti, ha venduto con "scontrino " birra in continuazione a minorenni dagli 11 ai 14 anni...mi permetto di dire che è vergognoso», sono le parole di un genitore che non si è limitato alla denuncia su Facebook ma ha anche segnalato la cosa alla polizia municipale, fermando sul posto una delle pattuglie in servizio nella zona per l’evento.

Per partecipare alla festa - che iniziava intorno alle 18 - non era fissato un limite di età e così i ragazzini delle medie si sono mescolati, anche fino a tardi, a quelli delle superiori. I quali si sono lamentati delle presenza di troppi “bimbetti”. Lo stesso genitore che ha segnalato la vendita di alcolici ai minori, racconta che una ragazzina si è sentita male per aver bevuto. E l’organizzatore dell’evento Battista Ceragioli non nega l’arrivo dei soccorsi per qualcuno che ha esagerato: «Ma noi avevamo distribuito, come sempre, i braccialetti: rosso per i maggiorenni e verde per i minori». Chi non poteva dimostrare l’età con un documento riceveva comunque il braccialetto verde.

«Il problema», continua Ceragioli, «è che ragazzi e ragazze, una volta all’interno, si scambiavano i braccialetti». Ma non solo. Ceragioli è netto: «Abbiamo fermato ragazzi che erano arrivati alla festa già con tasso alcolico elevato. Quelli che si sono presentati ai cancelli nel pomeriggio», che significa - purtroppo - i più piccoli. Un’operazione cui si sono dedicati sia gli organizzatori dell’evento che il personale della sorveglianza: «Ci siamo rivolti alla Sgs, i cui addetti controllavano il contenuto di zaini e borse», spiega al “Tirreno” Ceragioli.

Ed è stato «tutto un levare di mano dei giovanissimi bottiglie di vino, di vodka, di superalcolici» acquistati all’esterno della Cittadella. «Abbiamo riempito i contenitori dei rifiuti che erano all’ingresso», continua l’organizzatore. Operazione che non è stata sufficiente: «I ragazzi sembravano gazzelle per la velocità con la quale attraversavano il campo attiguo alla Cittadella e raggiungevano chi, abusivamente, vendeva loro la birra».

Ceragioli racconta di esserci avvicinato alla zona più gettonata seguendo dei giovani: «Ho visto delle persone che vendevano ai ragazzi la birra. C’erano stranieri che si erano nascosti negli angolini della Cittadella, là dove è più buio».

Non solo alcol, però: «Gli stessi operatori delle ambulanza con i quali ho parlato», prosegue Battista Ceragioli, «mi hanno spiegato che i ragazzi soccorsi non avrebbero potuto ridursi nello stato in cui erano solo con qualche birra». Il problema «è che fumano in una quantità che non si ha idea. Per non parlare delle pasticche».

L’organizzatore della festa in Cittadella sottolinea di «aver scelto uno sponsor analcolico per l’evento e non una marca di birra. Ed anche questa è stata una scelta precisa».

I genitori che hanno sollevato la questione lanciano un messaggio chiaro nel chiedere che sia sanzionato l’accaduto e che si moltiplichino i controlli nelle serate più gettonate dai propri figli: «Non c'è scusante alcuna per cui un esercizio pubblico violi la legge e venda alcolici a minorenni». Un fenomeno tanto diffuso quanto poco denunciato, per cui non c’è stato divertimento notturno se non ci si è “inzuppati” di alcol.

Viareggio e la Versilia, negli anni passati, hanno sperimentato la collaborazione proficua con il progetto “Non la bevo” che avrebbe dovuto essere sostenuto e riproposto

lungo le estati tra Torre del Lago e Forte dei Marmi, nelle feste all’aperto così come nei locali più frequentati. Dove i maggiorenni prendono i tavoli e così la bevuta è assicurata anche per i più piccoli. Senza che nessuno controlli.

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