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Allerta alga tossica, controlli dell’Arpat

Calvelli (Capitaneria): niente allarmismi ma vigiliamo. Mare troppo caldo, la proliferazione potrebbe riguardare tutte le coste italiane

VIAREGGIO. La temperatura del mare più calda favorisce il diffondersi dell’alga tossica. Lo dicono gli esperti che mettono in guardia dal pericolo che questa estate il fenomeno possa presentarsi anche laddove finora non si è mai visto. Tutte le spiagge italiane potrebbero ritrovarsi a farci i conti. In Liguria il problema si è già presentato. In Toscana si sta in allerta. Gli enti locali, sollecitati dalla prefettura, si stanno già muovendo per monitorare la situazione. Per questo Arpat - anche se ritiene l’eventualità assai remota - ha deciso di avviare fino alla fine del mese controlli ad hoc, anche laddove – come Viareggio e dintorni - finora non erano mai stati neppure previsti campionamenti.

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L’alga tossica è una specie insidiosa, spesso invisibile ad occhio nudo e che può intossicare: è l’Ostreopsis ovata e predilige acque calme, calde e con buona luce. L’allarme lo lancia la Società italiana di tossicologia (Sitox) in vista dell’arrivo dei mesi estivi, spiegando che questo fenomeno si verifica «da quando la tropicalizzazione del clima favorisce il fiorire di alghe bentoniche che producono tossine anche alle nostre latitudini». E quest’anno sarebbe particolarmente presente.

Per questo la prefettura di Lucca ha deciso di inviare una comunicazione firmata dal viceprefetto aggiunto Rita Reale alle amministrazioni di Viareggio, Camaiore, Pietrasanta e Forte dei Marmi. Nella missiva la prefettura richiama l’attenzione sulla nota della Capitaneria di porto di Viareggio riguardo al proliferare dell’alga in Italia e richiede notizie sulle azioni che verranno messe in campo per la tutela della salute pubblica. Nell’allegato viene inviato anche il documento della Capitaneria firmato dal comandante Giovanni Calvelli il quale invita le amministrazioni «a voler dare il necessario impulso a tutte quelle azioni utili alla tutela dei bagnanti, anche attraverso la collaborazione di Arpat per lo svolgimento di mirati controlli».

Insomma la situazione deve essere monitorata: «Già nelle coste liguri nelle settimane scorse ci sono state segnalazioni del proliferare di questa alga che può avere effetti negativi per la salute - spiega il comandante Calvelli - non vogliamo creare allarme ma sappiamo bene che basta una corrente per trasportare l’alga anche a sud. Negli anni scorsi i problemi maggiori si sono verificati a Massa e nel litorale pisano ma, data l’aggressività di quest’anno e l’impossibilità di agire preventivamente, abbiamo allertato le amministrazioni affinché facciano il possibile perché qualsiasi pericolo per la salute dei bagnanti venga evitato. Ancora da noi non si è verificato il problema ma è giusto partire preparati perché nei casi più gravi si può arrivare anche al divieto di balneazione».

Tutte le amministrazioni costiere hanno ricevuto la comunicazione. Chiaramente il primo impulso è stato quello di sollecitare Arpat che è l’ente di controllo e di monitoraggio per le questioni ambientali. Dall’agenzia regionale per la protezione ambientale fanno sapere che il messaggio è stato ricevuto forte e chiaro e verranno fatto campionamenti a tappeto almeno fino alla fine del mese ma «si esclude che questo fenomeno si estenda anche in Versilia proprio per la sua conformazione priva di invasi e acque ferme».
 

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