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Casi di tigna al nido in Darsena

Colpite dall’infezione della pelle anche alcune maestre. Genitori preoccupati: il Comune intervenga

VIAREGGIO. L’ultimo caso è di appena una settimana fa: al nido Arcobaleno - denuncia una mamma - è arrivata la tigna «che gira da ottobre nelle scuole cittadine». Ad informare dell’infezione da fungo, che colpisce la pelle, e si prende dagli animali o dagli ambienti umidi (piscine e spogliatoi, per esempio) o non facendo attenzione ad asciugare le parti del corpo dove è più facile che si annidi l’umidità dopo che ci è lavati, era stato nei giorni scorsi un genitore della scuola elementare Lambruschini, in centro città. «Dallo scorso ottobre si sono verificati diversi casi di tigna alla materna. Casi mal curati e trascurati, per cui da mesi non sono riusciti a debellare l’infezione all’interno dell’istituto scolastico. Ad oggi la tigna si è così diffusa anche nelle classi elementari».

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La dirigente scolastica dell’Istituto comprensivo Darsena, Barbara Caterini, il 17 maggio aveva avvisato i genitori, i docenti e tutto il personale della scuola del verificarsi di «alcuni casi di “tinea corporis”». Per cui, «nel caso di certificata infezione da “tigna” si prega di comunicarlo» al dirigente scolastico. «Abbiamo avvisato l’ufficio di igiene - spiega Caterini al “Tirreno” - ed è stato organizzato un incontro con il medico, i docenti, il personale della scuola, i genitori. È stato spiegato che la prevenzione dell’infezione si fa in famiglia: completando l’intero ciclo della terapia prescritta dal pediatra e cambiando gli abiti dei bambini più volte al giorno, fin dall’inizio». La scuola, però, non è stata con le mani in mano: «La dita che fa le pulizie ci ha fornito personale in più e tutta la scuola viene sanificata ogni giorno».

Il fenomeno che attraversa le scuole cittadine non ha risparmiato il nido comunale “Arcobaleno”, in Darsena. «Sono state colpite anche alcune maestre», racconta un genitore che ha dovuto affrontare l’infezione: «E le stesse maestre hanno chiesto al Comune di prendere provvedimenti».

Per questo tipo di infezione della pelle non c’è esclusione dalla frequenza dei bambini, come pure accade per le epidemie di pidocchi, i quali dai nidi alle medie, non mollano la presa lungo tutto l’anno scolastico. «Le famiglie corrette - continua il genitore che porta l’attenzione sul fenomeno - non mandano i bimbi a scuola per il periodo necessario alla guarigione. Gli altri, invece, li mandano a scuola ugualmente». E così il fenomeno tende a riproporsi, bambino dopo bambino.

«Se è necessaria ulteriore sanificazione vera dei locali di edifici scolastici comunali dove si sono registrati casi di tigna, la si faccia», sono le parole di Alberto Pardini, coordinatore comunale di Fratelli d’Italia che è stato sollecitato da alcuni genitori preoccupati. Anche perché - sottolinea Pardini - «per nidi e materne la frequenza scolastica non finisce nei prossimi giorni». Ed il caldo umido di questa pre-estate favorisce il fungo “tinea”.

 

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