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Lavoro nero, il bar chiama in prova e non paga

Lavoro nero, il bar chiama in prova e non paga

Lo sfogo di una madre: "Questa crisi ha rotto le scatole, ma troppe persone ci marciano sopra". Numerosi i casi denunciati

VIAREGGIO. Voci di genitori di giovani adulti alle prese con un mondo del lavoro che li sfrutta e li respinge se provano a far valere le proprie ragioni. È quella della madre di un quasi trentenne, alle prese con la ricerca di un posto nel settore turistico. «Questa crisi ha rotto le scatole a tutti. Però, quando vedo che tante persone ci marciano, zitta non ci sto», è lo sfogo affidato a Facebook.

La storia denunciata ha come teatro un bar della Passeggiata. Dal quale è arrivata la chiamata al giovane lavoratore iscritto ad una agenzia di lavoro interinale del territorio. Era aprile ed il lavoratore, non al primo impiego nel settore, si presenta ed effettua una prova: «Mezza giornata di mattina e l'altra mezza di pomeriggio, senza essere pagato, pur essendo già di esperienza», racconta la madre. Insomma, «otto ore gratis».

Terminata la prova il proprietario spiega «che ha un altro in prova da fare venire nei giorni successivi e che poi farà sapere». Passa il tempo, ed il figlio della donna torna al bar per capire se l’assunzione proposta di concretizzerà o meno: «Gli è stato risposto che facevano altre prove e che, comunque, fino a giugno non assumevano nessuno, e da giugno in poi avrebbero deciso».

La denuncia è forte: «Ci si rende conto che quel titolare ha fatto sgobbare tutti questi ragazzi gratis e lui ha guadagnato di rendita, magari mandato in ferie le persone che ha fisse? Io questi abusi di lavoro non li sopporto».

Il confronto sul tema è infuocato e le storie di lavoro cercato, sudato e sfruttato si moltiplicano. Chi frequenta il settore commenta: «Ci sono ristoranti che fanno periodi di prova gratis anche per 20 giorni. Chiaramente senza dare un euro ai ragazzi».

Netta la posizione del sindacato, nelle parole di Massimiliano Bindocci (Uil): «La legge prevede che anche se lavoro mezz’ora debba essere in regola. Nel caso si presenti l’ispettorato del lavoro, quel rapporto di lavoro viene trasformato a tempo indeterminato». Versilia e Garafagnana si pongono in testa alla classifica dei luoghi a maggiore sfruttamento, sottolinea Bindocci. Che a Viareggio si è imbattuto anche in altro: «Un supermercato aveva messo fuori il cartello “cercasi stagista”. È una vergogna anche solo che lo si cerchi, perché gli stage hanno un percorso particolare, definito».

Stessi toni nella parole di Piero Bertolani, presidente di Confcommercio Viareggio: «La prova gratis non è ammessa. Si assume, c’è un periodo di prova, lo si effettua e poi arriva la decisione». Resta, sullo sfondo, «il fatto che il costo del personale è altissimo. Rispetto a quello che mi costa un dipendente, al lavoratore in tasca ne finisce meno della metà. Ma non è una giustificazione per l’illegalità».

Anche perché - sottolinea Esmeralda Giampaoli, presidente della Confesercenti Toscana Nord-area lucchese - «gli strumenti ci sono e chi non li utilizza significa che non vuole lavorare sereno. Purtroppo non è la prima volta che sento parlare di prove gratis, non in regola. Si tratta di un comportamento molto poco etico ed intellettualmente

poco onesto».

Definizione che si adatta bene ad un altro fenomeno, la cui segnalazione arriva ancora dalla Passeggiata: personale dei negozi delle grandi catene al lavoro per 70 ore a settimana con buste paga da 40. Lo straordinario è dovuto e gratis.
 

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