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Caduto dal barchino e annegato, tradito dalla passione per il lago

Carlo Tambellini non sapeva nuotare ma girava spesso sul Massaciuccoli con la sua barca. Che adesso è sotto sequestro

MASSAROSA. Quanto amava quel lago, Carlo Tambellini, il 46enne morto annegato nel Massaciuccoli domenica scorsa. Lo amava così tanto da avere un barchino con un motore elettrico con cui ogni fine settimana, quando non lavorava in vetreria, ci girava mezzo lago. Eppure non sapeva nuotare. Non bene, almeno, stando a quanto raccontato dalla moglie ai carabinieri che hanno coordinato le ricerche. E chissà, poi, se sarebbe servito, saper nuotare. Il Massaciuccoli è così: quando ti prende, non sempre ti lascia andare. I suoi fondali neri di torba sono come sabbie mobili. Ti afferrano le gambe e rimani giù. E più di dimeni e più ti aggrovigli in quella melma.

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Deve essere successo questo a Carlo, secondo gli inquirenti che hanno messo sotto sequestro il barchino.

La procura di Lucca non ha disposto alcuna autopsia, ma solo alcuni accertamenti di routine che verranno fatti dal medico legale in questi giorni. La ricostruzione dell’incidente fatta dall’amico che era con lui sul barchino, Emanuele Gori, era piuttosto chiara: sarebbe caduto dalla barca per colpa delle onde, mentre si avvicinavano alla zona dove stava per partire il Palio della Madonna del lago. La manifestazione, domenica, è stata annullata e ieri sera gli organizzatori si sono riuniti per decidere che fare, se rinviare tutto al prossimo anno o cercare un’altra data. «Quello che è certo è che non potevamo farla quel giorno sapendo che c’era un disperso nel lago, anche se era lontano dalla zona dove si sarebbe svolta la gara», spiega Leonardo Marlia, di Federcaccia, che organizza la manifestazione. «È stato un bel colpo, ci siamo rimasti male. In un primo momento siamo usciti anche noi con i nostri barchini per cercarlo, ma con quella visibilità era impossibile».

A trovarlo, ore dopo, sono stati i sommozzatori dei vigili del fuoco di Livorno. Il corpo è stato poi portato all’obitorio dell’ospedale Versilia, dove ieri pomeriggio è stato un via vai di gente. «Era un uomo gentilissimo, una persona fantastica», lo ricorda Alessandro Oggiano, responsabile del settore giovanile dello Sporting Massarosa Academy. Il bimbo di Carlo gioca nei Pulcini cat 2008. Lui lo accompagnava sempre agli allenamenti. Di partite non aveva persa una. La squadra di calcio lo ricorda anche sul suo profilo Facebook: «Sconvolti dalla tragica notizia, dirigenti e tutti i tesserati della società si stringono attorno al dolore della famiglia». Il giorno dei funerali la società si fermerà: non ci saranno allenamenti, né partite. Ieri si sono fermati invece i suoi colleghi della vetreria Lucchese a Viareggio, dove lavorava. Il telefono del negozio, ieri, squillava a vuoto. Messaggi di cordoglio arrivano anche dal Comune di Massarosa: «La tragica scomparsa del nostro concittadino – dice il sindaco Franco Mungai – ha provocato sconforto e dolore nella nostra comunità. Un giovane che perde la vita per inseguire una passione, quella per il lago e per le sue tradizioni, in un giorno che sarebbe dovuto essere un giorno di festa. In un momento come questo ogni parola in più è superflua, bisogna lasciare spazio solo al silenzio, al rispetto e al cordoglio».

I funerali non sono ancora stati fissati.
 

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