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Mafia, revocato il sequestro dei beni all'ex presidente del Viareggio

Il sequestro era avvenuto nel 2013. La guardia di finanzia aveva applicato la normativa antimafia

VIAREGGIO. Revocato dalla corte di appello di Firenze il sequestro dei beni effettuato dalla guardia di finanza nell'ottobre del 2013 nei confronti dell’ex presidente del Viareggio Pietro Raffaelli.

Il sequestro avvenuto nel 2013 era stato eseguito dalla guardia di finanzia in applicazione della normativa antimafia. Per l'accusa Raffaelli, che era stato condannato nel 2008 dal tribunale di Bari per associazione a delinquere di stampo mafioso, era riuscito comunque a costituire società ed effettuare investimenti immobiliari, violando così le leggi antimafia, eludendole grazie alla complicità di prestanome. Il 18 luglio 2016 il sequestro è stato confermato dal tribunale di Lucca. La sentenza è stata opposta dai difensori di Raffaelli, gli avvocati Nico d'Ascola e Tullio Padovani, presso la corte di appello di Firenze, che ieri ha revocato il sequestro.

«Sono da ritenere fondate - si legge nella sentenza della

corte di appello - le censure mosse dalla difesa in relazione alla valutazione del tribunale in punto di pericolosità per appartenenza ad una associazione di stampo mafioso e di correlazione temporale tra pericolosità ed acquisizione dei beni dei quali è stata disposta la confisca».

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