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Ecco chi sono gli indagati per la morte della neonata

L’avviso notificato al primario, a tre medici, a due ostetriche e a due infermiere Ieri l’autopsia sulla piccola

VIAREGGIO. C’è il primario del reparto, l’anestesista, il neonatologo, le due infermiere che si trovavano in sala parto, l’ostetrica di turno e quella che l’ha accolta al suo arrivo. E c’è perfino il medico ecografista che ha eseguito alcuni accertamenti durante la gravidanza. Sono le otto persone iscritte nel registro degli indagati per la morte della neonata avvenuta poche ore dopo il parto. Il pubblico ministero Salvatore Giannino – dopo l’apertura di una indagine sulla tragedia che ha colpito una coppia di Viareggio - ha deciso in questa prima fase di includere tutti coloro che hanno avuto a che fare con il drammatico episodio. L’informazione di garanzia, è bene ricordarlo sempre, è un atto dovuto. E permette in primo luogo a coloro che sono indagati di potersi difendere a partire dagli atti irripetibili come l’autopsia sul corpo della piccola (esame che è stato eseguito ieri mattina).

Gli otto indagati sono il primario di ostetricia e ginecologia Giovanni Paolo Cima (che è anche il ginecologo che ha seguito la gravidanza), il pediatra Giuseppe Gabriele, l’anestesista Andrea Pagnini, le ostetriche Maria Grazia Gazzoli (presente in sala parto) e Laura Fruzzetti (di turno fino a poche ore prima del parto), le infermiere Giovanna Biagi e Giulia Bacci e l’ecografista Giovanni Alaimo (per alcuni accertamenti eseguiti durante la gravidanza).

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Al momento l’ipotesi di reato formulata dal pubblico ministero è quella di omicidio colposo. Al magistrato spetterà adesso il compito di stabilire se la morte della bimba appena nata sia riconducibile a qualche responsabilità specifica da parte di una o più persone presenti all’ospedale Versilia prima, durante e dopo il parto oppure se si sia trattato di una tragica fatalità.

A volere chiarezza, prima di tutti, sono i genitori della bambina, che hanno già presentato denuncia al commissariato di polizia. «Papà e mamma sono chiusi nel loro dolore – spiega Debora Ianniello, uno dei due legali che tutelano la famiglia – e vogliono soltanto capire cosa è accaduto. Da parte loro non c’è nessun desiderio di voler trovare un responsabile a tutti i costi, ma solo la volontà di accertare la verità».

E proprio per fare luce su quanto accaduto, il pubblico ministero ha dato incarico al professor Vincenzo Nardini dell’Università di Pisa e al ginecologo Salvatore Felis di Genova di effettuare l’autopsia che è già stata eseguita ieri alla presenza dei consulenti tecnici nominati dalle difese e dai legali della famiglia e i cui risultati saranno noti solo fra alcune settimane, al termine di una serie di esami che richiedono tempi molto lunghi.

L’aver eseguito l’autopsia ha inoltre permesso di restituire il corpicino della bimba ai loro genitori e dunque consentirà loro di eseguire i funerali che si terranno in forma strettamente privata in data e luogo che i legali della famiglia chiedono di mantenere riservati.


 

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