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il festival scippato

«Così EuropaCinema si è lentamente spento»

L’ex dirigente comunale Giulio Marlia spiega i perché del declino  «Ma negli accordi con Lucca, a Viareggio doveva restare un suo ruolo»

VIAREGGIO. Ha seguito EuropaCinema fin dal suo sbarco a Viareggio. Dapprima, negli anni che vanno dal 1989 al 1995, come semplice appassionato. Poi, a partire dal 1996, come membro dello staff messo in piedi da Felice Laudadio. Infine, nella parte conclusiva, come dirigente dell’assessorato alla cultura del comune di Viareggio. Giulio Marlia è insomma uno degli “addetti ai lavori” che più conosce le vicende (pubbliche e private) del festival avendone seguito l’intera parabola: dal periodo più fulgido fatto di grandi film e illustri presenze fino al declino che ha portato alla sua lenta e inesorabile agonia. E proprio di quest’ultima fase – la più dolorosa per i tanti viareggini che hanno seguito il Festival – Marlia ripercorre le tappe.

Partiamo dall’inizio… della fine. Ovvero subito dopo il 2013, ultima edizione di EuropaCinema ad essere stata ospitata in città.

«Dopo l’edizione 2013, diretta da Daniele De Plano e dedicata ai migliori film dei primi trent’anni di EuropaCinema, nel 2014 era stato predisposo un programma in collaborazione con Lucca Film Festival. Questo programma prevedeva anche a Viareggio la presentazione dei film in concorso, gli incontri con i principali ospiti, le masterclass e molto altro ancora».

Quell’edizione, però, non venne mai alla luce.

«Purtroppo fu così. Il lavoro di preparazione andò avanti da aprile a fine settembre. Ricordo che visionammo un gran numero di film, e fra questi ne trovammo una quindicina di ottima qualità. Insomma, il materiale per mettere in piedi un festival ci sarebbe stato. Ad inizio ottobre, però, l’amministrazione comunale di Viareggio fece presente che non c’era alcuna somma da poter impegnare per il festival a causa del dissesto che venne dichiarato ufficialmente da lì a poco. Il festival fu perciò annullato e i collaboratori che avevano lavorato alla preparazione non furono retribuiti».

Da un anno di pausa alla morte di EuropaCinema, però, ce ne passa…

«All’inizio del 2015 fu da me predisposta una convenzione - approvata poi dal commissario prefettizio Romeo - che prevedeva la collaborazione, fino al 2017, fra EuropaCinema e Lucca Film Festival. La convenzione stabiliva che a Viareggio si dovevano replicare le proiezioni dei film in concorso, gli incontri con gli ospiti, le mostre ed altre attività del festival. L’idea era di unificare i due principali festival attivi in Toscana e di rilevanza internazionale per accrescerne le potenzialità e le capacità di programmazione».

Anche Viareggio, però, avrà avuto degli obblighi?

«Sì. Dal canto suo il Comune avrebbe dovuto cercare fondi tramite sponsorizzazioni. Purtroppo, però, a causa dell’ulteriore periodo di commissariamento e per l’entità del dissesto ereditato, non fu possibile reperire ulteriori risorse. A Viareggio comunque furono mantenute attività legate al festival: le repliche dei film in concorso, alcuni incontri (penso a William Friedkin e George Andrew Romero), alcune mostre…»

Tutto questo fino al 2017. Quest’anno, invece, a Viareggio sono rimaste solo le briciole. Ovvero, negli otto giorni di programma, soltanto la proiezione dei cortometraggi in concorso (avvenuta ieri). Perché?

«Già, quest’anno è andata così. Io però nel frattempo sono andato in pensione e dunque non ho seguito in prima persona la vicenda. Una risposta al perché, di conseguenza, non posso darla».

Nel frattempo Lucca Film Festival si è mangiato EuropaCinema. E’ la fine di una storia?

«Non lo so. Resta il fatto, come ha precisato Laudadio proprio in una intervista al Tirreno, che EuropaCinema gode ancora di un prestigio consistente a livello nazionale e internazionale. Tanto per fare un esempio, Stephen Frears, che è uno dei protagonisti di Lucca Film Festival di quest’anno, fu scoperto e lanciato a EuropaCinema da Laudadio con il film My beautiful laundrette. Credo perà che sia giusto adoperarsi perché questa

manifestazione possa tornare a livelli qualificati anche attivando tutte le sinergie possibili. Voglio ricordare che nei primi 10-11 anni di vita, era il secondo festival cinematografico d’Italia dopo la mostra del cinema di Venezia».

@ClaVecoli. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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