Quotidiani locali

il festival scippato

Felice Laudadio: «Che errore farsi portar via EuropaCinema»

L’amarezza del fondatore del festival di Viareggio: «E ora Lucca sfrutta un marchio nato in città»

VIAREGGIO. Lo ha inventato a Rimini insieme a Federico Fellini che ne ha disegnato il logo. Lo ha portato a Viareggio trasformandolo in uno dei festival italiani più importanti. Vi ha ospitato attori e registi che hanno fatto la storia del cinema mondiale. Ha donato gratuitamente al Comune di Viareggio il marchio. Insomma, se c’è qualcuno più di ogni altro che può sentire “suo” EuropaCinema, questi è certamente Felice Laudadio.

Giornalista, organizzatore di festival (è stato direttore, fra gli altri, di Venezia e Taormina) e più in generale uomo di cinema, in questi giorni sta mettendo a punto gli ultimi dettagli del Bari International Film, sua più recente creatura, che si terrà nel capoluogo pugliese dal 21 al 28 aprile. Oltre a presiedere il centro sperimentale di cinematografia di Roma. Ma quando parla di Viareggio e di EuropaCinema, lo fa ancora con l’affetto di un padre. E veder morire la manifestazione fagocitata da Lucca lo riempie di malinconia.

leggi anche:



C’era una volta Europacinema, verrebbe da dire. Ormai di quello che era uno dei gioiellini di Viareggio non è rimasto quasi nulla. A partire dal nome, ormai trasformatosi in Lucca Film Festival.

«Già, ho saputo. E devo dire che ne sono profondamente amareggiato. Viareggio era la sede ideale per un festival cinematografico come quello che eravamo riusciti a mettere in piedi. La Passeggiata a mare che era una sorta di croisette italiana, i suoi cinema racchiusi in poche centinaia di metri, i personaggi che vi sono nati o che hanno legato il proprio nome alla città: Viareggio ha di per sé una forza d’attrazione che mi ha sempre permesso di portare senza particolari difficoltà una serie di grandi nomi della cinematografia mondiale. Insomma, c’erano e ci sarebbero stati anche ora tutti gli ingredienti per fare di EuropaCinema un appuntamento fisso del cinema italiano e internazionale. E invece, ancora una volta, Viareggio è riuscita a farsi scippare quasi senza colpo ferire un patrimonio che era stato costruito in decenni di appassionato lavoro. Se le cose andranno avanti così, pian piano a Viareggio resterà giusto il Carnevale…».

A guadagnarci, in tutto questo, è stata Lucca.

«Non c’è dubbio: in questa operazione Lucca è riuscita a trarre soltanto dei vantaggi. Spostando EuropaCinema a Lucca, gli organizzatori possono utilizzare la forza di un nome che ha ancora grande presa nel mondo del cinema. Dopo tanti anni, molti attori o registi sono convinti che dietro il marchio EuropaCinema ci sia ancora io. Faccio un esempio: Stephen Frears, che è uno degli ospiti dell’edizione del festival di quest’anno, mi ha mandato un messaggio in cui mi diceva che ci saremmo visti a Lucca pensando che fossi di nuovo lì. Insomma, EuropaCinema era diventato e in parte è rimasto un marchio forte e importante e Viareggio ha fatto un errore gravissimo quando se lo è lasciato sfuggire ed ha perduto una grande occasione per poter contare sulla propria storia di sede del festival».

Mario Monicelli ed Ettore Scola a...
Mario Monicelli ed Ettore Scola a EuropaCinema


Lo scorso anno sembrava che Felice Laudadio potesse tornare al timone di EuropaCinema e dunque rilanciare il festival a Viareggio. Ci fu anche un incontro…

«Sì, sono venuto appositamente a Viareggio per un incontro con l’amministrazione comunale che aveva promosso Demetrio Brandi. Fra l’altro proprio in quel periodo scadeva anche l’accordo di collaborazione fra Viareggio e Lucca legato all’uso del marchio EuropaCinema. Mi ricordo che fu un incontro amichevole e cordiale. E io mi dissi disponibile a dare una mano per fare rinascere il festival. Facendo il presidente del Centro sperimentale di cinematografia non potevo più fare il direttore, ma mi sarei prestato volentieri ad un suo rilancio. Con Viareggio ho un rapporto di affetto particolare: qui ho fatto festival per quasi venticinque anni, qui trascorrevo le mie vacanze estive. Insomma, non mi sarei tirato indietro. Ma da quel giorno nessuno si è più fatto vivo con me…»

leggi anche:



leggi anche:

C’era anche il sindaco Del Ghingaro a quell’incontro?

«No, lui non c’era. Ma ci conosciamo bene perché quando era sindaco di Capannori per alcuni anni abbiamo organizzato una serie di eventi collaterali ad EuropaCinema proprio nelle ville storiche che avevano sede nel suo comune. E, proprio alla luce di questo, credo che sia una persona sensibile al fascino del cinema e che ne comprenda le potenzialità anche da un punto di vista turistico. Peccato davvero aver perso questa occasione».

Come può Viareggio recuperare quello che per quasi trent’anni è stato il suo festival?

«Purtroppo a questo punto sono molto pessimista. La parabola di EuropaCinema ha cominciato a scendere quando al governo della città arrivò la giunta di centrodestra guidata dal sindaco Lunardini e la manifestazione fu affidata a Pier Marco De Santi. Ora, con il festival che è ormai diventato lucchese, tornare indietro sarà davvero difficile. Soprattutto se non c’è – come mi pare che non ci sia – una volontà politica per far rinascere il festival».

E da un punto di vista personale che sensazione prova?

«Melanconia. La parola giusta è melanconia».

Chiudiamo con una nota di speranza. Se dovesse maturare questa volontà, Felice Laudadio sarebbe disponibile a dare una mano?

«Certamente. L’ho detto e lo ripeto. Sono legatissimo sia a EuropaCinema che a Viareggio. Non potrei più dirigere il festival, ma darei sicuramente il mio contributo».

Il meglio del cinema tedesco riunito...
Il meglio del cinema tedesco riunito durante una edizione di Europacinema

TrovaRistorante

a Lucca Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro