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Ruba all’hotel Giuly, l’oca dà l’allarme. La polizia lo arresta

L’uomo è stato affrontato dal gestore, Alberto Pardini. Per entrare si è tagliato e ha sparso sangue ovunque

TORRE DEL LAGO. A dare l’allarme è stata l’oca, nel pomeriggio piovoso di domenica, mentre la famiglia che gestisce l’hotel “Giuly” era in casa, immersa nelle incombenze quotidiane. «Non funzionava la caldaia», racconta Alberto Pardini, ristoratore (la sua è l’unica offerta vegana tra Viareggio e Torre del Lago) e coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, «così sono andato sul retro per capire cosa accadeva. Lì ho sentito l’oca starnazzare in modo anomalo. Ho guardato meglio ed ho visto che la finestrella di un bagno di servizio era stata infranta».

Nel fare il giro delle camere, Pardini ha capito rapidamente che qualcuno si era introdotto nell’hotel di soppiatto. «C’era una coperta sopra un letto che non doveva esserci e a terra c’era un panno intriso di sangue». Sangue che era un po’ ovunque, «perché il ladro si era servito di tutti i servizi igienici a disposizione, sgocciolando sangue ovunque».

A quel punto Pardini è tornato indietro per prendere il telefono e dare l’allarme, ha raccomandato agli altri componenti della famiglia di chiudersi in casa ed è uscito all’esterno dell’hotel. «A quel punto - prosegue il racconto - me lo sono trovato davanti che indossava i miei vestiti, trovati in mansarda. Gli ho detto a muso duro “vattene, se non vuoi passare un brutto quarto d’ora”, poi l’ho seguito mentre si allontanava tenendolo d’occhio perché non sfuggisse alla polizia di Stato che sta arrivando». La Volante del commissariato di Viareggio ha intercettato l’uomo, un cittadino romeno di 33 anni, in strada e l’ha bloccato ed arrestato.

Davanti al giudice del Tribunale di Lucca, ieri mattina, dopo la convalida dell’arresto - e a causa del suo profilo giudiziario già censurato da precedenti - per l’uomo è stata disposta la custodia cautelare in carcere in attesa del processo che è stato aggiornato ad altra data.

Dall’albergo della famiglia Pardini il ladro ha portato via un computer portatile, «la borsa in pelle che è un regalo di mio padre al quale tenevo molto», abiti da donna anche questi presi in soffitta. Ho avuto l’impressione che fosse lì da un po’ - continua Pardini - e che abbia fatto in tempo a portare la refurtiva fuori, in più passaggi, probabilmente per consegnarla ad un complice».

La considerazione è amara, anche avendo sott’occhio la realtà di Torre del Lago dove il fenomeno dei furti nelle abitazioni non conosce tregua: «Chi si riempie la bocca parlando di

“percezione” della sicurezza», conclude »Pardini, «esca dagli uffici e venga a vedere cosa accade nelle nostre case. Saremo ben felici di ospitarlo per far toccare con mano qual è la realtà quotidiana che i cittadini affrontano in tutta la Versilia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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