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Picchia la ex e si avventa contro i carabinieri

Picchia la ex e si avventa contro i carabinieri

Per l’uomo la Procura aveva chiesto gli arresti domiciliari ed il braccialetto elettronico, ma il Tribunale ha disposto solo il divieto di avvicinamento alla donna e all’abitazione

Femminicidi, le donne sono senza difese. Ecco i motivi La nostra giornalista Ilaria Bonuccelli ci spiega i vuoti normativi che ci sono nella difesa delle donne: dal nulla dopo l'arresto all'impossibilità di applicare il braccialetto elettronico anti-stalker perché la legge è scritta male (video a cura di Erika Fossi) - L'ARTICOLO PER APPROFONDIRE- FIRMA PER IL BRACCIALETTO ANTI-STALKER

MASSAROSA. Manca poco alla mezzanotte del 5 marzo quando una donna si ritrova con le mani dell’ex convivente strette con forza intorno al collo. Non è la prima volta che accade: nel giro di pochi giorni l’uomo, un cinquantenne, ha già aggredito più volte la ex convivente: il 3 marzo l’ha colpita con un pugno sul braccio, provocandole - così si legge nelle carte della Procura - «un ematoma persistente».

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L’uomo è agitato, ha bevuto - come avranno modo di accertare i carabinieri che si troveranno ad intervenire - e non sente ragioni. La stretta è forte. La vittima non riesce a respirare, si divincola con quanta forza ha in corpo. Una volta liberatasi la donna riesce ad allontanare l’aggressore. Il quale, però, non ha nessuna intenzione di arrendersi. Per cui decide di tornare indietro e, scavalcata la recinzione dell’abitazione, riesce ad introdursi in casa.

Segue una vera e propria aggressione verbale completa di minacce, come ricostruiranno i carabinieri del Nucleo Radiomobile di Viareggio chiamati dalla donna per la seconda volta nel giro di pochi minuti e raggiunti da altri colleghi, in supporto. I militari trovano la vittima «in forte stato di agitazione e prostrazione». Sul corpo restano gli ematomi e le ecchimosi lasciate dalle violenze subite.

Ma la rabbia dell’uomo non sembra avere fine. Di fronte ai militari volano le minacce nei loro confronti, per poi scagliarsi contro un appuntato ed un brigadiere, afferrandone uno per il collo e strattonando l’altro. Ai carabinieri non rimane altro da fare che arrestarlo e portarlo in caserma. Per lui le accuse di maltrattamenti in famiglia, violenza resistenza a pubblico ufficiale, violazioni di domicilio, con tutte le aggravanti derivanti dal comportamento dell’aggressore. Ma ieri, davanti al Gip, per l’uomo - residente in Lucchesia - è stato preso il solo provvedimento dei divieto di avvicinamento: non dovrà trovarsi a meno di 100 metri da dove è la ex convivente, abitazione della donna compresa.

Il pm, sostituto Procuratore Salvatore Giannino, aveva chiesto gli arresti domiciliari in una città diversa da Lucca, oltre all’applicazione del braccialetto elettronico. Il Gip del Tribunale di Lucca ha invece disposto diversamente e per l’uomo rimane solo l’obbligo di mantenere le distanze dalla ex convivente vittima delle sue violenze. Provvedimento che - codice alla mano - esclude l’utilizzo dei braccialetti elettronici anti stalker, ammesso e non concesso che l’Italia prima o poi si decida a rendere concreto, e non solo teorico, l’impiego di questo strumento. Tanto che il Tirreno da mesi denuncia che in Italia è stato attivato un solo dispositivo e a titolo sperimentale per un mese (a gennaio 2017) a tutela delle donne. Fino ad allora, non è stato attivato neppure un braccialetto anti-stalker.
 

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