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Canina avvelenata, caccia al responsabile

Agonia di tre giorni per Lana: secondo i veterinari è stata uccisa da un veleno. Non è il primo caso in via Fiumetto. «Non esistono giustificazioni, è una crudeltà»

PIETRASANTA. Che poi Lana, come tutti i cani, alla fine, voleva solo correre, giocare, mangiare, sporcarsi, dare e ricevere affetto fino a sdraiarsi, la sera, accanto alla sua famiglia di umani. Ha fatto tutto questo per 9 anni, Lana, un dolcissimo meticcio che ti inebriava di feste al primo sguardo: poi è successo qualcosa.
«L’hanno avvelenata. Dopo 3 giorni di agonia è morta. Abbiamo fatto il possibile, ma Lana non ce l’ha fatta», raccontano da via Fiumetto, dove nei giorni scorsi era stata segnalata anche la morte di un gatto. Sempre per avvelenamento.

«Lana è il cane di mia suocera: il suo dolore è il dolore di tutti noi. Non riusciamo a capacitarci come si possa arrivare a tanto perché su un fatto non c’è alcun dubbio: Lana è morta per avvelenamento. Faremo ovviamente denuncia: fino a poche ore fa il nostro primo pensiero è stato quello di salvare Lana».

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Sui social, la notizia della morte di Lana, innesca veleni verbali nel divenire dei post: rabbia, dolore, ma anche insulti, minacce, auguri dei peggiori dolori possibili all’ignoto, e presunto, avvelenatore. «Domenica scorsa Lana stava bene: nessun problema, la solita voglia di giocare, di farsi accarezzare, di correre incontro alla sua padrona, a tutti noi. Poi lunedì mattina mia suocera, Cristina, ha visto che Lana se ne stava distesa sul divano, che non aveva voglia di scendere, di muoversi. Un comportamento anomalo. Sul momento ha però pensato che fosse stanca, ma quando, nelle ore successive – continua Lisa – ha notato che urinava sangue si è ovviamente allarmata pensando al peggio e l’ha subito portata dal veterinario. Dall’ecografia, inizialmente, non è emerso niente di particolare: poi gli esami, hanno riscontrato che qualcosa non andava bene, che aveva ingerito del veleno. Da lì in poi non è rimasto altro che affidarsi alla terapia, alle medicine: abbiamo sperato, ma poi è peggiorata. E ieri è morta. Vede, Lana dopo così tanti anni, e non è un modo di dire, era veramente come una di famiglia per tutti noi: perderla in questo modo, fa ancora più male, perché ti fai tante domande e non riesci a trovare una risposta. Ho sentito dire che in via Fiumetto, non molto tempo fa, è stato avvelenato un altro cane: se è così è doveroso, a questo punto, fare attenzione. Lana trascorreva parte delle sue giornate in casa: quando usciva stava in giardino, insieme ad altri due cani, uno dei quali è il mio».

A loro, racconta ancora Lisa, «fortunatamente, non è successo niente anche se adesso ho paura a lasciarlo correre per i campi come è solito fare. Se abbiamo qualche sospetto? Assolutamente no: via Fiumetto è una strada di transito, la gente viene a passeggiarci, non riesco neppure ad immaginare chi possa avere commesso un gesto così terribile, fare male deliberatamente ad un cane che non aveva mai infastidito nessuno».
«Non ci sono parole – concludono da via Fiumetto –, non esistono giustificazioni. A Lana era impossibile non volere bene».

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