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Vermi nel farro biologico, la scuola ritira i pasti

Le porzioni sono arrivate in tre istituti di Camaiore. Servite solo 15 porzioni Tutto il cibo è stato congelato e inviato in un laboratorio d’analisi per i controlli

CAPEZZANO PIANORE. «Ma ci sono dei bachi nel mio piatto». Lo sconcerto accade martedì nella mensa della scuola elementare di Capezzano Pianore. Un condimento di troppo nel farro biologico che è stato servito in tre scuole del Comune di Camaiore: l’asilo e le elementari di Capezzano e l’asilo di Santa Lucia. Constatato che c’erano dei vermi nella porzione di farro biologico servito, i piatti sono stati immediatamente ritirati e agli alunni è stata servita della pasta in bianco. Uno spiacevole inconveniente che ha fatto infuriare, e non poco, alcuni genitori che hanno chiesto immediatamente spiegazioni all’amministrazione.

I pasti distribuiti di quella partita sono 190, su oltre 1.300 totali nelle tre scuole, ma solamente 15 sono stati effettivamente sporzionati, ovvero messi nel piatto. Secondo quanto riferisce l’amministrazione comunale nessun bambino avrebbe effettivamente mangiato il cibo che, secondo le prime informazioni, non sarebbe stato avariato ma «il fatto che fosse cibo biologico espone a episodi di questo tipo». Ma la cosa non è comunque piaciuta ad alcuni genitori che, seppur in forma anonima, hanno protestato contro la dirigenza della scuola, il Comune e l’azienda che si occupa delle mense nel territorio, la Cir Food di Reggio Emilia. «Non dico che le tariffe siano spropositate, però paghiamo e con regolarità - dice la mamma arrabbiata - per quella cifra mi aspetto che la qualità dei prodotti sia buona».

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Dal canto proprio l’amministrazione difende le proprie scelte in fatto di menù per le scuole: «Abbiamo prodotti biologici e a chilometro zero. Il cibo in questione arriva direttamente dal consorzio del farro della Garfagnana - dicono da piazza San Bernardino - il prodotto che ha avuto questo problema è stato immediatamente congelato e inviato in un laboratorio di analisi, come prevede il protocollo».

Ma l’Asl non è stata avvertita, né ha ancora visionato le porzioni incriminate: «L’Asl viene interpellata nel momento in cui insistono ragioni igienico-sanitarie che possano aver compromesso la salute dei nostri studenti - continuano dall’amministrazione - Non è questo il caso: contatteremo comunque l’azienda per ulteriori accertamenti. Abbiamo comunque provveduto a sostituire il pranzo prima che i bambini mangiassero il farro».
 

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