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Vigili del fuoco rimangono senza la mensa

Nuovo appalto con 25 licenziamenti in Toscana e cibi precotti da mangiare freddi

VIAREGGIO. Spengono incendi, scavano tra le macerie, si arrampicano su tetti, alberi, terrazzi, pali della luce, salvano vite umane ed animali, accorrono quanto restiamo fuori casa senza chiavi, maneggiano attrezzature sofisticate con le quali affrontano fiamme, gas, acque salate e dolci. Sono i vigili del fuoco, che in Toscana sono rimasti senza le cuoche per le mense dei distaccamenti. E da qualche giorno devono vedersela con i pasti precotti, consegnati il giorno prima per il giorno dopo, senza neppure sapere dove scaldarli perché la cucina della caserma di Viareggio è stata chiusa dopo il cambio di gestione dell’appalto, vinto da un’azienda che non ha riassunto 25 cuoche in tutta la Toscana. «Come sindacato Usb - racconta Silvano Lazzarini, vigili del fuoco a Viareggio e delegato regionale - abbiamo dichiarato lo stato di agitazione in attesa di essere convocati per gli incontri che abbiamo richiesto ritenendo inaccettabile il licenziamento di 25 persone nella gara vinta al massimo ribasso proprio grazie al fatto che queste persone perdono il posto di lavoro».

Cuoche che svolgevano un ruolo fondamentale: «Basti pensare a tutte le volte che le squadre degli altri distaccamenti raggiungono un luogo dove è accaduto qualcosa di grave. Se i pasti sono contati turno per turno di quel distaccamento, gli altri cosa mangiano?». La cucina sul posto, dunque, è elemento fondamentale della macchina dei soccorsi. E basti pensare a quanti vigili del fuoco da tutta Italia erano a Viareggio nei giorni del disastro ferroviario di otto anni fa.

Al momento, i vigili del fuoco della Toscana stanno rifiutando il cibo “veicolato” che arriva, sottolinea Lazzarini, «senza etichettatura e quindi senza la data di confezionamento e quella di scadenza». I comandi «stanno supportando la protesta» inviando il personale al ristorante: «Ma è un disagio», continua il delegato: «Sei lì in divisa, magari sporco di fumo tra le persone che pranzano e cenano, e magari capota anche che chiamino per un intervento e ti devi alzare e andartene di corsa. Una cosa è essere in caserma,
un’altra al ristorante...».

Senza contare l’apporto calorico necessario a persone che possono trovarsi ogni giorno in situazioni rischiose, che richiedono allenamento e un grande impegno fisico: i bastoncini di pesce con i pisellini, forse, bastano all’asilo. (d.f.)

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