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Uccisa dalla meningite in quattro ore - Video
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Uccisa dalla meningite in quattro ore - Video

Si è sentita male a Capodanno. Per Sonia Matteucci, 46 anni, non c'è stato nulla da fare

VIAREGGIO. Si è sentita male poche ore dopo il brindisi di Capodanno. Per la precisione nel primo pomeriggio, quando la Versilia e il resto del mondo si riprendevano dai bagordi notturni. Inutile la corsa al pronto soccorso: per Sonia Matteucci, 46 anni, dipendente di un’azienda agricola di Capezzano Pianore dove viveva, non c’è stato nulla da fare. La donna è morta appena quattro ore e mezzo dopo l’arrivo all’ospedale Versilia. La causa di tutto questo è ancora la meningite C, dal 2015 un vero e proprio incubo in Toscana dove continua a colpire con aggressività. Un incubo che torna a far paura, con il settimo caso in Versilia se si considerano tutti i tipi di meningite che si sono verificati: il secondo mortale, ma il primo che si manifesta in maniera così fulminante.

Sonia Matteucci ha accusato un malore poco dopo la notte di Capodanno. Secondo quanto riferisce l’Asl, la donna è arrivata al pronto soccorso del “Versilia” intorno alle 14, accompagnata dal medico in codice rosso (massima urgenza) con una diagnosi che era già di sospetta meningite da meningococco. «La paziente – riferisce l’Asl – è stata trattata in pronto soccorso con diagnostica avanzata e ricoverata in terapia intensiva, dove è iniziata una terapia specifica». Ma i sanitari non sono riusciti neppure a stabilizzarla prima che potesse essere deciso il trasferimento in un reparto di malattie infettive. «Nonostante le cure – spiegano dall’Asl – la paziente è deceduta intorno alle 18,30 del 1º gennaio».

Meningite: cosa è, come si trasmette, come si combatte L'ultimo caso alla Statale di Milano con la morte di una studentessa, la seconda a distanza di quattro mesi. Ecco quali sono le forme più comuni e più pericolose di meningite, i sintomi da riconoscere, i vaccini da fare (a cura di Cinzia Lucchelli)


Avuta la conferma che si trattava di meningite, l’Igiene pubblica del Dipartimento di prevenzione dell’Asl si è immediatamente attivata per individuare tutti i contatti e conviventi del caso, da sottoporre a profilassi antibiotica, ed eventuale vaccino per i non vaccinati «in attesa – si spiega – della “tipizzazione” del meningococco». Cioè dell’esame, eseguito all’ospedale Meyer di Firenze nel giro di 30 minuti, che doveva accertare quale tipo di meningite avesse ucciso la donna. Il risultato degli accertamenti al Meyer eseguiti dalla dottoressa Maria Moriondo ha confermato i sospetti iniziali: si è trattato del ceppo C.

«La donna – ha aggiunto l’Asl – che non è risultata vaccinata contro il meningococco, lavorava in una azienda agricola ed aveva trascorso le festività con i propri familiari. Sono state sottoposte a profilassi tutte le persone che hanno avuto contatti stretti con lei negli ultimi dieci giorni, in ambito lavorativo o per altre occasioni: complessivamente si è trattato di 40 persone». Sempre secondo quanto riferisce l’Asl non ci sono state ulteriori persone da contattare per la prevenzione, che consiste nella somministrazione di un antibiotico. Oggi alle 15 (leggi box) sono in programma i funerali di Sonia Matteucci nella chiesa di Capezzano Pianore.

Come detto si tratta del primo caso di meningite fulminante in Versilia, il settimo in assoluto da quando è scoppiato l’allarme per il ceppo C toscano. Da allora sono state numerose le vaccinazioni antimeningite anche nel territorio dei sette Comuni: ma nelle ultime settimane in provincia di Lucca ci sono stati tre casi, l’ultimo dei quali mortale. Così la Regione ha deciso di prorogare la campagna di vaccinazione fino al 31 dicembre.
 

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