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Sos dei balneari «Abbiamo paura delle aste immediate»

Naufragata in Senato la legge sulle nuove regole per le spiagge La categoria chiede un incontro a breve con le forze politiche 

VIAREGGIO. Il grande gioco dell’oca chiamato Bolkestein torna al punto di partenza. La legge, o se vogliamo la riforma, che avrebbe dovuto recepire la direttiva europea da anni incubo dei balneari – ma anche di altre categorie come gli ambulanti – si è arenata in Senato: il gioco di parole, visto che si parla di spiagge, della senatrice Mdp Manuela Granaiola ci sta e rende bene l’idea. Le dimissioni delle relatrici del disegno di legge, le senatrici Pd Mara Valdinosi e Stefania Pezzopane, prese per stanchezza da un’opposizione che ha bloccato in tutti i modi il testo approvato poche settimane fa dalla Camera, significa che è tutto rinviato al prossimo Parlamento e al prossimo Governo. Quindi fino al marzo del 2018.

Nel frattempo il problema resta. Ed è per questo motivo che esultano apertamente solo i partiti di opposizione e qualche balneare ancora convinto che nel gioco dell’oca la vittoria sia tornare al punto di partenza. Gli altri sono inquieti, sanno benissimo che le concessioni demaniali scadranno comunque il 31 dicembre 2020 e che al momento non è previsto alcun meccanismo di rinnovo automatico, come invece accadeva una volta. Legge o non legge, tra tre anni le concessioni delle spiagge dovranno essere riassegnate con le famigerate “aste”. Cioè le gare pubbliche che metteranno in palio la gestione dei litorali della Versilia e dei 429 stabilimenti balneari che ci stanno sopra.

Il banco, però, potrebbe saltare anche prima. Con le aste – che in alcune zone d’Italia già si fanno – pronte a scattare subito. È il timore dei sindacati maggiori, Sib Confcommercio e Fiba Confesercenti: quelli che nella galassia delle sigle rappresentative dei balneari possono definirsi “riformisti”. Cioè convinti che qualcosa si debba cambiare. A differenza degli irriducibili, capitanati in Versilia da Emiliano Favilla, che si riconoscono nella Cna. Sib e Fiba temono che le aste arrivino anche prima del 2020. «Il rischio che veniamo definiti abusivi c’è – afferma Vincenzo Lardinelli, il viareggino presidente nazionale della Fiba – La riforma del Governo è saltata, ma oggi l’ordinamento italiano prevede comunque l’assegnazione delle spiagge ai privati tramite gare. Perché il rinnovo automatico e il diritto di insistenza del vecchio concessionario non ci sono più. Inoltre ci sono sentenze, dalla Corte di giustizia europea al Tribunale amministrativo regionale di Milano, che contestano la scadenza del 31 dicembre 2020. I giudici milanesi avevano addirittura sostenuto che il cosiddetto provvedimento-ponte del Governo, quello che salva le concessioni fino alla prossima legge di riforma, sia illegittimo. Con questo quadro normativo non siamo sicuri di nulla. Perciò non aspetteremo le prossime elezioni e chiederemo un incontro a breve con tutte le forze politiche».

Il primo confronto con uno dei possibili vincitori delle urne, il Movimento 5 Stelle, c’è già stato e non è un caso. Il Movimento di Beppe Grillo viene dato come primo partito, ma finora sulla questione Bolkestein non si è espresso apertamente. Pare che lo farà mercoledì 20 a Milano, in un convegno sul turismo organizzato proprio dal M5S. Anticipazioni? Pare che i Cinquestelle considerino inevitabili le aste, ma solo
dopo un adeguato periodo di transizione. L’altra voce che i balneari vogliono sentire è quella del centrodestra, favorito nella corsa al Governo. Mentre il centrosinistra, Pd e Mdp, viene considerato ormai alla stregua di un avversario.

@matteotuccini. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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