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Minacce al sindaco per una multa: «Attento, so dove abiti»

Un cittadino ha scritto sulla pagina ufficiale del Comune di Massarosa. Se la prende con Mungai per i verbali e i solleciti di pagamento arrivati a casa

MASSAROSA. Il primo cittadino di Massarosa non è nuovo alle minacce. A riceverne in realtà, più che a farne. Il nuovo episodio è accaduto il 5 novembre, quando un cittadino ha deciso di lamentarsi per sanzioni e solleciti che gli sono arrivati a casa. Il signore in questione ha scritto direttamente sulla pagina Facebook ufficiale del Comune di Massarosa indirizzando la sua invettiva contro il sindaco Franco Mungai. Ha lasciato queste parole: «Caro Mungai, tu continui a minacciarmi inviando lettere in cui intimi di pagare facendomi vedere che hai anche ottenuto il numero del mio conto corrente. Stai attento perché so dove abiti...».

E forse sono i punti di sospensione la minaccia più importante. Suggeriscono l’idea che l’uomo potrebbe presentarsi all’abitazione di Mungai con intenzioni tutt’altro che pacifiche. Dalla sua parte, il sindaco quindi ha deciso di non rimanere con le mani in mano e di segnalare tutto in questura, è andato a parlare con carabinieri e polizia. Le forze dell’ordine, se valuteranno reale la minaccia, procederanno d’ufficio alle verifiche.

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«Abbiamo cercato il nominativo nella nostra anagrafe ma non abbiamo trovato nulla - dice il sindaco - sarà un cittadino di un altro Comune che ha ricevuto una sanzione per l’infrazione al codice della strada. Le stiamo mandando a tutti». La maggioranza a sostegno del sindaco ha subito reagito difendendo Mungai: «Ci stringiamo intorno al sindaco che fa solo il dovere di far rispettare le regole - hanno scritto in una nota congiunta - A Massarosa i cittadini onesti sono la maggioranza, lo dimostrano i numeri. Non occorre spiegare che se qualcuno si sottrae al proprio dovere evadendo le tasse non toglie semplicemente risorse all’amministrazione Mungai, le ruba ad ogni singolo cittadino».

Mungai è salito recentemente alla ribalta delle cronache nazionali per aver chiesto l’autorizzazione al garante della privacy per poter pubblicare sul proprio sito i nomi dei cittadini morosi. Non è la prima volta che il primo cittadino viene attaccato sul piano personale. Era successo anche dopo il corteo pro-sicurezza che aveva attraversato via Cenami nell’agosto scorso. Erano comparse in alcuni muri della cittadina minacce di morte nei suoi confronti e di violenza alla moglie del sindaco.
 

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