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Perde il lavoro e finisce in strada: "Vi racconto il mio inferno"

Giordano, operaio divenuto senzatetto: «Il mio inferno è fatto di freddo e pioggia»

Vita da clochard. "Vi racconto il mio inferno" Giordano Piovesan ha perso il lavoro e da quel momento tutto è andato a rotoli: finiti i soldi, chiuso il matrimonio, via la casa, via la macchina. A 55 anni, dopo una vita di lavoro nei cantieri navali, si ritrova a vivere in un parcheggio di Viareggio. L'articolo

VIAREGGIO. L’inferno, dice, «lo vivo quando piove». Perché «con il freddo ti puoi coprire con mille coperte e alla fine ne senti meno». Ma la pioggia, dice, «è una bestia: l’umidità si infila nelle ossa e scorre lungo la spina dorsale». È la vita da clochard raccontata da Giordano Piovesan, 55 anni, operaio superqualificato dei cantieri navali che da un anno vive in strada, dorme sotto le scale dei palazzi, sulle panchine, a volte anche nella macchina che adesso, però, non ha più. Non ha scelto di fare questa vita, gli è caduta addosso. Un giorno si è trovato senza lavoro e non lo ha più ritrovato. Poi tutto il resto è precipitato di conseguenza: finiscono i soldi, si rompe il matrimonio, perde la casa.

Tutto è iniziato lo scorso anno. Giordano lavorava nei cantieri come verniciatore da tredici anni. «Ho girato diverse ditte, prima con contratti a tempo determinato, poi ne avevo ottenuto uno a tempo indeterminato», racconta dal parcheggio dell’Eurospin di Viareggio. L’azienda che lo aveva assunto, però, poi chiude e lui ritorna ai contratti a tempo determinato. «Ho continuato a girare per le aziende dei cantieri, c’era sempre lavoro, mi facevano contratti da quattro mesi ogni volta. Non era un contratto a tempo indeterminato, è vero, ma alla fine andava comunque bene. Lo stipendio, a casa, lo portavo».

Poi, un giorno, scaduto il contratto, la ditta non glielo ha più rinnovato. «Il punto è che iniziavo a costare troppo – sostiene Giordano Piovesan –: sono un operaio qualificato con anni di anzianità e, oggi, le aziende preferiscono assumere personale da formare, che quindi costa meno. Giovani, ad esempio. Ma anche stranieri. Ce ne sono tantissimi».

A 55 anni si è trovato sbattuto fuori dal mondo del lavoro. «Ho cercato, giuro. Dio solo sa quanto ho cercato un altro lavoro – racconta –. Ho bussato a tutte le aziende del territorio. Io potrei fare veramente di tutto. Non solo il verniciatore. Farei anche le pulizie, qualsiasi cosa veramente». Il lavoro lo ha perso oltre un anno fa, Giordano. La casa poco dopo. Da allora vive in strada come un clochard. Si lava nelle fontanelle della città. Rovista tra i rifiuti alla ricerca di vestiti, anche di cibo. Pranza alla mensa sociale. La sera, a volte, salta i pasti. L’asfalto è il suo letto, il materasso da cui sogna ogni notte di svegliarsi in un posto migliore.

«D’estate non è un grande problema dormire fuori – riprende il racconto -. Durante l’autunno e l’inverno è anche difficile trovare un posto. Quelli migliori in genere sono occupati da altri. Ogni tanto vado anche al dormitorio. Ma possiamo andarci a turno, non c’è posto sempre per tutti».

Da settimane alcuni attivisti di Versilia Unita hanno iniziato a prendersi cura di lui. Gli hanno portato cibo, vestiti puliti, medicinali. Adesso hanno avviato anche una raccolta fondi per offrirgli, almeno ogni tanto, un posto caldo e morbido dove dormire. Ma non basta. Non basterà mai. «Quello di cui ho bisogno – dice lui – è una semplice cosa: il lavoro».

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