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Nautica in rimonta, parola di Cna

Andrea Giannecchini: «Forte ripresa dopo 7-8 anni di difficoltà» I megayacht rappresentano il 90% del valore della produzione

VIAREGGIO. «Dopo sette-otto anni di sofferenza il mercato sta dando segnali di ripresa, che ci auguriamo sia strutturale e non temporanea». Il presidente della Cna della provincia di Lucca Andrea Giannecchini mostra un cauto ottimismo, senza eccessi, confortato dai numeri.

«Riscontriamo per il 2017 una crescita del settore della nautica tra il 10 ed il 13% rispetto ad un anno fa, il valore della produzione nazionale è passato da 2 a 2,3 miliardi di euro». C’è la prudenza, logica conseguenza degli effetti devastanti provocati dalla crisi, ma c’è anche la fiducia, concreta perché basata su dati certi, che possono essere interpretati, non messi in discussione.

«I megayacht da soli costituiscono il 90% del valore della produzione, per questo il loro sviluppo assume un impatto di rilievo, nello specifico in Toscana, dove viene costruito il 30% delle imbarcazioni, la cui lunghezza media è in continuo aumento. Anche per questo è legittimo ambire ad un ruolo di leadership, ragionando però come distretto e uscendo dal concetto di località». Segnali «tiepidi» di ripresa che riguardano anche l’occupazione: «Dal 2008 al 2016 Lucca è stata la provincia italiana con la più alta percentuale (rispetto al totale) di aziende artigiane dei settori nautica e costruzioni la cui attività è cessata, ma adesso le imprese dell’indotto stanno cominciando a riassumere. E questo ci fa ben sperare per il futuro».

Input rafforzato dall’incremento («pari al 20%) della quantità di progetti di ricerca e sviluppo in chiave «Industria 4.0» presentati. «Ciò significa che da parte delle aziende c’è un’attenzione maggiore verso l’innovazione, da riversare poi nella produzione». Giannecchini si sofferma sull’importanza di fare sistema, ad ogni livello. «Bisogna pensare in modo condiviso e imparare a superare quelle divisioni potenzialmente dannose, perché i veri competitor non sono in Italia ma nel mondo».

Il riferimento è diretto e mirato al salone nautico di Viareggio che «rappresenta un’ottima opportunità per il Distretto Tecnologico per la Nautica e la Portualità» e che «può coesistere con quello di Genova, ma si deve innestare bene nel contesto locale», specificando altresì che la zona in cui si svolge, la Darsena, «va dotata di infrastrutture adeguate, per questo siamo favorevoli all’asse di penetrazione a sud dello stadio».

Tra le questioni monitorate dal presidente della Cna provinciale c’è pure quella della Viareggio Porto, società partecipata del Comune, a rischio fallimento (le aste per l’acquisizione sono sin qui andate deserte) e con un debito di 2,5 milioni di euro. «Per quanto ci riguarda – spiega – rispettiamo la volontà della Regione Toscana di volerla rilevare, ma la gestione deve essere affidata a privati che abbiano qualità, competenze e una comprovata esperienza nel settore».

Gabriele Noli

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