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Pugnalò un ventenne, condannato a 6 anni

La sentenza del giudice dell’udienza preliminare sul tentato omicidio di Lido di Camaiore durante il veglione di capodanno

LIDO DI CAMAIORE. Si è conclusa ieri la vicenda dell’accoltellamento di Capodanno. Il giudice dell'udienza preliminare Giuseppe Pezzuti ha condannato in udienza camerale a sei anni di reclusione per tentato omicidio il nigeriano che aveva accoltellato il primo gennaio di quest’anno un connazionale.

Kayode Okundia, 36 anni, cittadino nigeriano ha ferito il suo connazionale di 20 al termine di una violenta lite scoppiata nella cucina della abitazione di Camaiore dove i due erano ospitati, insieme ad altri richiedenti asilo.

Entrambi i profughi, ospitati in una casa privata, facevano parte del progetto di accoglienza che fa capo alla Misericordia di Lido di Camaiore guidata da Aldo Intaschi.

La lite era scoppiata per futili motivi: era partita una colluttazione in cui Okundia aveva subito delle contusioni alla testa. Poi la coltellata. L’uomo era fuggito ed era stato ritrovato dai carabinieri di Lido di Camaiore alle 3,10 del mattino e portato direttamente in carcere a San Giorgio.

L’udienza che si è tenuta nella giornata di ieri ha infine condannato il nigeriano a sei anni di carcere mentre il connazionale era già tornato a casa con dieci giorni di prognosi il giorno stesso dell’aggressione.

Dall’episodio era scaturita una lunga bagarre politica portata avanti dalla coalizione del centrodestra, opposta a quella di governo guidata dal sindaco Alessandro Del Dotto.

Al primo cittadino era stata contestata una politica di accoglienza incondizionata. Critica poi respinta. Il sindaco nel corso di recenti interviste ha ribadito che, oltre ai richiedenti asilo già presenti sul territorio, non accetterà altri profughi a Camaiore.

 

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