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Tre viareggini intossicati dalla pasta col sugo al pomodoro

Finiscono all’ospedale per sospetto botulino. Ad avvelenarli è stata la conserva fatta in casa Soccorso a tempo record tramite il Ministero

VIAREGGIO. Hanno rischiato di morire per un piatto di pasta al pomodoro. In tre sono finiti al pronto soccorso dell’ospedale Versilia dopo una cenetta in famiglia a base del sugo fatto in casa. Un sugo che si è rivelato un veleno, anche se non si sa ancora con certezza cosa lo abbia guastato. E che li ha intossicati, col rischio di ucciderli. Il fatto è accaduto martedì. Uno dei tre uomini finiti in ospedale, Per tutti e tre è stato decisivo un soccorso a tempo di record nel cuore della notte. In caso contrario è difficile pensare che ce l’avrebbero fatta. Anche se, come detto, il paziente anziano non può ancora essere definito fuori pericolo.

Il dramma si consuma dopo una cenetta in famiglia. A tavola sono in quattro: un anziano, suo figlio e due amici. Una cena semplice: una pasta al pomodoro e poco altro. Con un sugo fatto in casa, la classica “pomarola”: la conserva che si fa con i pomodori e che si mantiene in qualche barattolo, perché sia sempre a disposizione. Proprio in occasioni come quelle di cui stiamo parlando. A mangiare la pasta sono in tre: l’anziano, il figlio e uno degli amici. Fatto sta che, qualche ora dopo la cena, chi ha mangiato il primo comincia ad accusare mal di pancia terribili. Non può essere un’indigestione: quasi impossibile che accada a tre persone contemporaneamente. Perciò vanno al pronto soccorso. Dove i sanitari si accorgono subito che non si tratta di una banale gastroenterite.

La prima diagnosi è di quelle da far paura: il sospetto è che si tratti di un caso di botulino. Il botulino è considerato il veleno naturale più potente per l’uomo. Insidioso sia per gli effetti che possono essere letali, sia per il fatto che può annidarsi nei prodotti all’apparenza più innocui: le conserve casalinghe. Ad esempio i sottaceti, come i carciofini e le melanzane sott’olio. Il caso dei tre viareggini sembra molto simile: anche stavolta a finire nel mirino è una conserva casalinga, in questo caso di sugo al pomodoro. Che viene individuato come il responsabile dell’avvelenamento. I medici del pronto soccorso, perciò, contattano il Centro anti-veleni di Careggi a Firenze, che conferma il sospetto botulismo dagli esiti delle analisi effettuate sui tre pazienti. A quel punto scatta un protocollo di emergenza che coinvolge addirittura il ministero della Salute a Roma.

Questo protocollo prevede che i pazienti avvelenati vengano trattati con un farmaco speciale. E nel minor tempo possibile. Così da Roma parte una volante della polizia che porta in Versilia il farmaco desiderato. Tenuto conto che tutto questo si è verificato intorno alle 4 del mattino, quindi in piena notte o comunque all’alba, si può ben dire che l’intervento di soccorso e la cura sono avvenuti a tempo di record.

Una volta trattati con il farmaco, due degli intossicati vengono giudicati fuori pericolo e messi sotto osservazione in pronto soccorso. L’anziano, che è in condizioni più gravi, è ricoverato in rianimazione. Per lui bisognerà aspettare ancora qualche giorno prima di poter tirare un sospiro di sollievo.

Resta la domanda su cosa abbia avvelenato il sugo e di conseguenza i tre uomini. Ulteriori esami sembrano escludere che possa essersi trattato di botulino. L’unica certezza è che

il responsabile di questa notte da incubo è il sugo al pomodoro fatto in casa. Ma sarà difficile fare ulteriori analisi: il barattolo dov’era conservato è già stato ripulito e lavato dopo essere stato svuotato. Accertamenti sono comunque in corso per capirne di più.

 

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