Quotidiani locali

In fuga da Miami: «L’angoscia nel cuore aspettando Irma»

Francesca Belluomini costretta a lasciare la propria casa per l’arrivo dell’uragano che minaccia la Florida. L’imprenditrice viareggina: «Io e mia figlia abbiamo abbandonato il nostro appartamento e ci siamo rifugiate ad Orlando»

VIAREGGIO. Ha blindato e sigillato il suo appartamento di Miami vista porto sperando che nel fine settimana la forza devastatrice di Irma lo risparmi. Poi, ieri mattina poco prima dell’alba, è partita in auto alla volta di Orlando con la figlia Cecilia e la cagnolina Patunia. Quattrocento chilometri per mettersi al sicuro da uno degli uragani più catastrofici della storia degli Stati Uniti. Quattro ore di viaggio con nel cuore l’angoscia di chi – una volta passato il ciclone – non sa come ritroverà la casa (e la città) dove vive da anni. Francesca Belluomini, viareggina doc trasferitasi in Florida per lavoro alla fine degli anni Novanta, è fra la stragrande maggioranza degli abitanti di Miami che hanno deciso di fare in fretta e furia le valigie e spostarsi in un luogo sicuro. «In tanti anni che abito qui – racconta – non avevo mai vissuto un’esperienza del genere. Quando nel 2005 il sud degli Stati Uniti fu colpito da Katrina ricordo che un albero cadde sulla mia auto e si inondò l’abitacolo. Ma mai ero arrivata al punto di dover evacuare da casa mia».

Tre notti insonni. Da quando le autorità della Florida hanno invitato tutti gli abitanti di Miami a lasciare la città per l’arrivo di Irma – l’uragano è atteso nella notte fra sabato e domenica – è iniziato un lento count down scandito da timori ed angoscia. «Chi, come me, abita in una fascia in cui il rischio è particolarmente alto – racconta Francesca, figlia di Brunella Belluomini, fondatrice della Language Data Bank di Viareggio – è stato caldamente invitato a mettere in sicurezza la casa e lasciare Miami. Nessuno è obbligato ad abbandonare la città, ma chi resta lo fa a proprio rischio e pericolo. E io, con una figlia, non ci ho pensato due volte. Ho prenotato un appartamento ad Orlando dove mi trasferirò per qualche giorno, finché l’allarme non sarà finalmente cessato. Ma lasciare la propria casa con la gran parte di ciò che hai e non sapere cosa troverai al ritorno ti lascia dentro un senso di inquietudine difficile da spiegare. Io sono tre notti che non riesco a dormire…»

Dall’appartamento di Miami Francesca e Cecilia hanno portato via lo stretto indispensabile. «Oltre a ciò che ci è necessario per questi giorni fuori casa – spiega – ci siamo portate dietro giusto i documenti e gli oggetti di maggior valore che possono essere trasportati senza grandi problemi. Ma ogni volta che dovevamo scegliere cosa lasciare e cosa prendere è stato un vero tormento. In casa, poi, abbiamo dovuto togliere da terra tutto ciò che può essere danneggiato da una eventuale inondazione. Così abbiamo messo sui letti e sopra gli armadi ciò che si trovava a contatto con il pavimento. E ancora abbiamo staccato le prese della corrente dalle pareti, disinserito il sistema di condizionamento della casa, sistemato a terra dei sacchetti di sabbia e riparato con delle specie di saracinesche sia porte che finestre per evitare infiltrazioni». Poi racconta un aneddoto per cercare di stemperare la tensione. «In questa operazione mi sono cadute in testa due stampe degli Alinari che ancora conservo in un rotolo di cartone. Sono stampe che sono sopravvissute all’Alluvione di Firenze del 1966. Spero superino anche questa nuova prova…»

Clima surreale. Miami ha vissuto queste ore di grande preoccupazione in un clima surreale. Sia da un punto di vista meteorologico che psicologico. «In questi ultimi giorni – racconta ancora Francesca Belluomini – in tutta la Florida sono state giornate splendide. Ho visto i tramonti più spettacolari e le più belle lune da quando vivo negli Stati Uniti. E tutto questo sapendo che nel giro di poche ore tutto è destinato a cambiare e che le furie della natura si abbatteranno su questo angolo di paradiso. Insomma, quello che si dice la quiete prima della tempesta». E anche fra la gente si respira un’aria particolarissima. «C’è chi si è fatto prendere dal panico ed ha fatto ore ed ore di fila per fare il pieno di benzina piuttosto che per fare scorta di acqua e viveri. Ma c’è anche chi ha tirato fuori quell’umanità e quel senso di comunità che a cose normali non sono certo un tratto distintivo degli abitanti di Miami. Ho visto persone che offrivano tazze di caffè a chi era in coda nel traffico impazzito di questi giorni».

Un weekend di ansia. Ora che insieme alla figlia e alla cagnolina ha raggiunto Orlando, per Francesca si profila un fine settimana di attesa angosciante. «Ho deciso che non guarderò la televisione né ascolterò la radio perché non voglio farmi suggestionare dalle immagini che arriveranno da Miami. Controllerò quello che accade dal sito ufficiale dell’agenzia che monitora gli effetti degli uragani (Noaa, ndr). Per il resto leggerò un libro non particolarmente impegnativo che mi sono portata dietro e preparerò un intervento che devo fare al prossimo Miami Film Festival (Francesca lavora nel campo della moda, ndr). Mia figlia, invece, non va a scuola da mercoledì perché le lezioni sono sospese a causa dell’arrivo di Irma, ma i professori le hanno ugualmente dato dei compiti che dovranno inviare via mail. Ma è chiaro che non sarà psicologicamente facile arrivare fino a lunedì».

Un altro rischio (fortunatamente remoto)

e che l’uragano risalga la Florida e colpisca duro anche Orlando, dove la famiglia Belluomini è adesso rifugiata. «Nel caso ho già allertato degli amici che vivono nella Carolina del Sud e ce ne andremo ancora più a sud. Ma spero proprio che non ce ne sia bisogno».

 

TrovaRistorante

a Lucca Tutti i ristoranti »

Il mio libro

CLASSICI E NUOVI LIBRI DA SCOPRIRE

Libri da leggere, a ciascuno la sua lista