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Il golf dei vip è in crisi: licenziati tre dipendenti. E per tagliare l'erba si usano le pecore

Il golf dei vip è in crisi: licenziati tre dipendenti. E per tagliare l'erba si usano le pecore

Il campo di Forte dei Marmi ha accumulato un debito di oltre 10 milioni di euro. E i soci sono sempre meno

FORTE DEI MARMI. Per contare gli affiliati ormai bastano due mani. I golfisti seriali, poi, sembrano una razza in via di estinzione in quel campo vip. Fine ingloriosa di un sogno di successo quello del Forte dei Marmi golf club, che ha licenziato in tronco tre dei suoi cinque dipendenti per cercare di tamponare l’emorragia di quattrini. Tredici milioni di euro: questo il debito (al 2015) della società, la Versilia Golf spa, di cui è presidente del consiglio di amministrazione Paolo Ottani.

La Versilia Golf spa comprende in realtà due società controllate al 100%: la Versilia hotel srl, che gestisce il bar, il ristorante e l’albergo all’interno, e la Forte dei Marmi srl che gestisce invece il campo da golf. È qui che, fino a febbraio, lavoravano cinque operai, meccanici e giardinieri. Tre di questi, tutti e tre con quasi trent’anni di onorata carriera nel golf e a un passo dalla pensione, adesso sono a casa senza uno straccio di lavoro. Sono rimasti solo due operai a occuparsi della manutenzione del campo e pure loro, stando a quanto riportato da fonti legali, vedono lo stipendio a singhiozzi.

Al posto degli operai licenziati, in compenso, pascolano le pecore. Frutto di un accordo preso dalla società con un pastore del posto: loro si mangiano l’erba alta del campo e il golf risparmia. «Lo usano tutti i golf della Scozia e dell’Olanda, lo fanno da millenni, è la Versilia che è vecchia di mentalità», sbotta al telefono il direttore del golf, Giorgio Corsi. «E poi queste – dice – sono cose che non interessano a nessuno». Nemmeno il licenziamento degli operai? «Sapete quante fabbriche licenziano oggi? ». E riaggancia.

E pensare che quel golf inaugurato nel 1990 doveva essere il polmone vip della Versilia. Una calamita di ricchezza. E invece è precipitato poco dopo in una voragine di debiti. Aumenti di capitali, investimenti azzardati. Nel 2011 l’associazione che gestiva il campo, la Versilia Golf club, venne fatta fuori e tutto rimase nelle mani della Versilia Golf spa, la quale però aveva già accumulato debiti.

La società ha provato a ripianare i debiti, aumentando i prezzi, anche agli stessi soci, i quali non venivano più considerati soci ma affiliati e avrebbero dovuto pagare quindi quanto un affiliato qualsiasi, ossia intorno ai 5.500 euro annui. E allora fuggi fuggi di soci. Anche gli ingressi giornalieri erano diminuiti negli anni: un po’ la crisi, un po’ il maltempo (dopo la tempesta del 2015 il golf ha dovuto chiudere per qualche mese) e un po’ la stagionalità intrinseca di quel campo realizzato negli anni Ottanta sopra colline di marmettola, che con la pioggia diventano quindi mollicce. Sì, proprio così: marmettola, gli scarti di lavorazione del marmo che fino agli anni Ottanta, prima quindi che fosse introdotta una seria normativa in campo di rifiuti speciali, veniva gettata direttamente nei corsi d’acqua, nel Lago di Porta, o anche utilizzata, appunto, per farci collinette artificiali.

Sta di fatto che adesso, il campo da golf dei vip, 18 buche, russi, competizioni nazionali è sull’orlo del collasso.

Pare che sia stato anche messo in vendita e che ci fosse stato pure un magnate russo interessato ad acquistarlo, se non fosse che la cifra richiesta si aggirava intorno ai 110 milioni. Il sogno di diventare il volano del turismo invernale della Versilia è infranto, o perlomeno rimandato.

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