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Quell’incontro da re dei carnevalari

In una foto ritrovata in un libro sull’esilio di Umberto II sono immortalati carristi e operai di Viareggio

VIAREGGIO. «Ma chi è che tocca la spalla del re?». Alessandro Santini, ex presidente della Fondazione Carnevale, sfoglia il libro “Il pensiero e l’azione del re Umberto II dall’esilio” scritto dallo storico ministro della Real Casa Falcone Lucifero: d’un tratto intravede una fotografia che ritrae l’ultimo sovrano d’Italia assieme ad alcuni operai. «Pensavo fossero quelli che avevano costruito Villa Italia a Cascais», racconta Santini. Macché: chi sembra quasi abbracciare il figlio di Vittorio Emanuele III è il carrista Nilo Lenci, ma Santini lo scoprirà soltanto dopo aver letto la didascalia. Che recita: «Estoril (Portogallo) aprile 1959. Il Re Umberto II tra gli operai viareggini addetti alla costruzione di carri allegorici ispirati a motivi portoghesi».

È uno scatto che immortala un bel pezzo di storia del Carnevale di Viareggio, purtroppo ai più sconosciuto: quell’anno, dopo la fine dei corsi mascherati, le costruzioni Allegro satellite” della coppia Nilo Lenci-Giulio Palmerini e “Miss Universo” di Antonio D’Arliano parteciparono a una gara internazionale di carri tra Italia, Portogallo e Spagna nella località lusitana oggi celebre soprattutto per il suo autodromo. Estoril si trova all’interno del comune di Cascais, dove all’epoca si trovava in esilio Umberto II. Il “Re di maggio”, così chiamato per la brevissima durata del suo regno nel 1946, volle assistere di persona alla sfilata che ebbe uno straordinario epilogo per i maghi della cartapesta viareggini: le due costruzioni si classificarono infatti al primo e al secondo posto, precedendo un carro spagnolo disegnato nientemeno che da Salvador Dalí, uno dei principali esponenti del surrealismo.

Incuriosito da quella istantanea, Santini ha mostrato il libro ad Arnaldo Galli e il decano dei carristi, armato di lente d’ingrandimento, ha riconosciuto tra gli operai i carristi Nilo Lenci (che stringe la mano al re) ed Eros Canova (a sedere con le gambe incrociate). Una scoperta arrivata, oltretutto, alla vigilia dell'anniversario della scomparsa di Umberto II «che, non avendo abdicato, risultava essere ancora un capo di Stato», dice Santini.

Nel secondo volume della trilogia “Il Carnevale

di Viareggio” Elio Pardi scrisse che Umberto II, oltre a presenziare alla sfilata, «fece pervenire ai costruttori italiani un messaggio di congratulazioni»: da oggi sappiamo che andò oltre e che si fece addirittura fotografare assieme a tutti loro.

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