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Torre del Lago, un muro alto 2 metri lungo i binari

Rete ferroviaria italiana ha aperto il cantiere per realizzare la protezione dopo il ripetersi degli investimenti mortali nei pressi della stazione

TORRE DEL LAGO. Lavori in corso alla stazione di Torre del Lago, dove ieri mattina si sono incontrati il capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale, Rodolfo Salemi, Franca Carnicci (madre di Matteo Musumeci, il giovane morto sui binari, investito da un treno, nell’ottobre scorso), e Marco Piagentini, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Viareggio, “Il mondo che vorrei”.

Sul posto il terzetto ha trovato gli operai di Rete ferroviaria italiana, intenti all’allestimento del cantiere. «Finalmente si realizza un muro che abbiamo chiesto con insistenza con una mozione depositata oltre un mese fa e mille firme raccolte nel frattempo. Una vittoria dal sapore agrodolce - sono le parole di Salemi - considerato che l’Agenzia per la sicurezza ferroviaria aveva chiesto questo intervento a Rfi ormai un anno fa». Dopo la pubblicazione della redazione di indagine della Dgifema, organismo del ministero dei trasporti.

«Oggi - aggiunge il capogruppo di Forza Italia - inizia di fatto un'altra partita: controllare ed assicurarci che il lavoro venga compiuto rapidamente e nella sua interezza, con un muro alto due metri e lungo cinquecento».

Dal canto suo Rete ferroviaria italiana conferma l’intervento, all’indomani dell’ultimo investimento mortale che risale appena a sabato scorso. Il punto fermo è sempre il solito: i binari non si attraversano mai, sui binari non si cammina, non ci sono scorciatoie possibili che comportino l’utilizzo dell’infrastruttura che niente altro che non siano i treni o il materiale ferroviario.

Ma - la relazione dei tecnici incaricati dalla Dgifema è chiarissima su questo punto - tra la stazione di Torre del Lago e Migliarino Pisano il via vai di persone a piedi lungo i binari è continuo. E qualcosa va fatto.

«Sono sorpresa - sono le parole di Franca Carnicci -: se quel muro lo avessero realizzato subito mio figlio sarebbe ancora con noi. Invece è servita un'altra tragedia perché si facesse questo muro, ma finalmente si realizza. Ci speravo, è quello che volevo».

Nelle scorse settimane Ferrovie avevano fatto sapere - tramite il “Tirreno” - che la costruzione di un muro in quel tratto di infastruttura - dalla stazione arriverà fino alla Bufalina - non era previsto.

A breve, invece, il muro ci sarà.

Franca Carnicci, intanto, andrà a processo contro le Ferrovie per la morte del figlio Mattia. «Siamo al fianco di Franca e stiamo valutando se affiancarla anche nella battaglia giudiziaria», è l’impegno che ha reso noto ieri Marco Piagentini.

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