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Granaiola: ecco il salvagente per i balneari

La proposta di legge della senatrice Pd punta a rinviare le aste delle spiagge. Ma solo chi rispetta certi criteri avrà trent’anni di tempo. Ecco quali sono

VIAREGGIO. Rinviare le aste delle spiagge. È questo l’obiettivo della proposta di legge presentata in Parlamento dalla senatrice viareggina Manuela Granaiola (Pd), da sempre al fianco dei balneari nella lotta anti-Bolkestein. Ma non tutti i concessionari - si legge nel testo della proposta - potranno avere trent’anni di tempo prima che scatti la rivoluzione degli stabilimenti balneari, con il via vero e proprio alle gare. Saranno determinanti gli investimenti e il rispetto di diversi criteri, soprattutto dal punto di vista della legalità. Quindi, niente abusi e niente contenziosi con le amministrazioni pubbliche. Discorso diverso per le nuove concessioni che, come prevede la teoria del cosiddetto “doppio binario”, verranno messe subito a gara.

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Un salvagente ma non per tutti. La senatrice Granaiola accoglie in parte la richiesta dei sindacati di categoria: serve un periodo di transizione di trent’anni prima di arrivare al nuovo regime di assegnazione delle concessioni delle spiagge. Accoglie in parte perché nella sua proposta di legge la senatrice scrive di concessioni «fino a trent’anni». Il che significa che non tutti potranno avere una proroga così lunga. «La durata - si spiega - è commisurata agli investimenti immobiliari, infrastrutturali e delle attrezzature già effettuati e a progetti di sviluppo che prevedano nuovi investimenti e interventi rispettosi dell’equilibrio ambientale-paesaggistico». La Granaiola, insomma, si muove sulla linea tracciata dal Pd: siamo disponibili ad andare incontro ai balneari, ma solo a quelli che mettono soldi (e posti di lavoro) sul piatto.

I criteri da rispettare. Oltre agli investimenti, i balneari dovranno dimostrare «il rispetto delle vigenti norme e prescrizioni in materia edilizia, urbanistica, paesaggistica, igienico-sanitaria, di pubblica sicurezza, di prevenzione incendi, nonché di quelle di destinazione d’uso dei locali e di regolare accatastamento degli immobili facenti parte della concessione; il possesso dei requisiti morali (cioè l’assenza di sospetti legami con la criminalità o la mafia, ndr); la regolarità contributiva e assicurativa del personale e rispetto della disciplina in materia di sicurezza sul lavoro».

Come saranno gare e indennizzi. Alla scadenza delle concessioni ci sarà il via alle cosiddette “aste” o gare a evidenza pubblica. Per la valutazione delle offerte saranno decisivi: gli investimenti e gli interventi di recupero ambientale, con particolare riguardo alla natura degli impianti e dei manufatti da realizzare nel corso della concessione; l’utilizzo di materiali ecocompatibili e di energie rinnovabili; la natura e gli standard qualitativi dei servizi offerti, a maggior ragione se non in alta stagione; l’impegno del concorrente ad assicurare il mantenimento degli esistenti livelli occupazionali e l’impatto occupazionale derivante dagli interventi previsti nel piano economico-finanziario; la capacità di aggregazione tra piccole e medie imprese turistiche; le competenze già acquisite, da valutare nel limite del 20 per cento del punteggio complessivo; l’accessibilità per i disabili. Il canone demaniale, nell’idea della Granaiola, non dovrà essere oggetto d’offerta. Le amministrazioni potranno aggiungere criteri di valutazione che influiscano per non più del 5 per cento. Per i balneari che perderanno la concessione sarà previsto un indennizzo «pari al valore complessivo dell’azienda».

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