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Balneari in presidio contro le aste. Baldini: serve un decreto legge

A Marina di Carrara la manifestazione: «Saremo tanti e rumorosi, ma usando l’ironia». Per l’ex sottosegretario si rischia un caos senza precedenti. Martedì 1 marzo l’incontro col ministro Costa

VIAREGGIO. Scatta un nuovo presidio dei balneari contro le aste delle spiagge. Ma soprattutto contro il rischio - sempre più vicino dopo le parole dell’avvocato generale della Corte di giustizia europea - che le concessioni oggi esistenti vengano dichiarate illegittime dall’Europa. Lunedì 29 alle 14 alla fiera di settore Balnearia a Marina di Carrara - ingresso lato via Maestri del Marmo - il popolo in canotta rossa tornerà a manifestare. Lo ha chiamato a raccolta il pasionario Emiliano Favilla, che assicura: «Saremo tanti e rumorosi, ma nello spirito di Bruxelles. Quando portammo il pattino di fronte alle sedi della Commissione Ue, attirando l’attenzione di mezzo mondo con l’ironia».

Il giorno più importante di Balnearia sarà però martedì 1: il ministro agli Affari regionali Enrico Costa andrà a Marina di Carrara per partecipare al dibattito organizzato dai sindacati. Un dibattito a cui sono stati invitati, oltre ai legali che hanno seguito gli imprenditori nel contenzioso finito alla Corte di giustizia di Lussemburgo, anche esponenti istituzionali di alto livello di Liguria (ci sarà il presidente Giovanni Toti) e Emilia Romagna. Cioè le due regioni che sembrano più attive, assieme alla Toscana - che invece non c’è al dibattito - sulla questione Bolkestein.

Intanto l’ex senatore ed ex sottosegretario (nel governo Berlusconi) Massimo Baldini invita a non perdere più tempo. In caso contrario, spiega, si rischia la distruzione del turismo balneare e un caos senza precedenti sulle nostre spiagge. «Il Governo ed il Parlamento - dice - dovrebbero agire immediatamente, senza attendere la pronuncia della Corte Europea, per non trovarsi in una situazione di emergenza. Se il Governo ha la volontà di affrontare immediatamente il problema può agire subito, attraverso un decreto legge. Che essendo immediatamente efficace può dare quelle certezze indispensabili alle imprese balneari».

«Occorre però - prosegue Baldini - abbandonare definitivamente tutte quelle soluzioni che lasciano le aziende in una condizione di incertezza e di precarietà. Un’azienda non può essere a tempo. Il suo titolare non può essere obbligato ad abbandonare la sua impresa dopo un determinato periodo. Un azienda che ha un termine di vita predefinito, per essere restituita, alla scadenza della concessione, alla disponibilità pubblica, è destinata gradualmente a morire. Occorre abbandonare le vecchie ideologie, ampiamente presenti in Parlamento e in alcune giunte regionali, che intendono espropriare l’azienda agli attuali titolari per redistribuirla ad altri soggetti.

Questa operazione dovrebbe oggi avvenire sulla base di un assurdo principio, che vale solo per l’Italia, ma non per la Spagna e il Portogallo. In questi Paesi le concessioni demaniali sono state recentemente prorogate per decenni, senza alcuna reazione da parte degli organi comunitari».

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