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L'arte in lutto, è morto lo scultore Igor Mitoraj

Il grande artista polacco si è spento a Parigi: aveva 70 anni. Dall’inizio degli anni Ottanta aveva uno studioa Pietrasanta, per cui aveva realizzato numerose opere

PIETRASANTA. L'arte - nel mondo - e la Piccola Atene piangono uno dei suoi artisti più amati. È morto in un ospedale di Parigi lo scultore polacco Igor Mitoraj: aveva 70 anni. Nella capitale francese Mitoraj si era trasferito dal 1968. Particolarmente legato all'Italia, nel 1983 lo scultore aveva aperto uno studio a Pietrasanta. Città che lo aveva adottato come un figlio d’arte, e per cui aveva realizzato numerose opere, tra cui la famosa “Lunetta” sulla chiesa di Sant’Agostino . L’artista aveva anche affrescato in passato la sala consiliare del municipio. Il suo nome era finito, in maniera involontaria, all’attenzione delle cronache perché il suo Centauro in centro era stato vandalizzato da un ragazzo. Che poi aveva chiesto scusa all’artista e alla città. La notizia della sua scomparsa ha suscitato da subito grande commozione a Pietrasanta. Tra l’altro, si parlava di una grande mostra a lui dedicata nel 2015.

Lo scultore polacco, da tempo sofferente di una grave patologia, stava seguendo alcune terapie nella capitale francese, dove ha casa. Considerato uno dei più importanti artisti contemporanei, Mitoraj aveva, da  tempo, un rapporto di particolare affetto con Pietrasanta, dove lavorava e viveva  diversi mesi all’anno" E' una notizia che mi rattrista enormemente. Igor, oltre ad essere un artista straordinario ed un uomo dalla profonda sensibilità -  sono le prime parole del sindaco Domenico Lombardi - era a mio avviso un vero poeta dell'anima, visto che con le sue opere e le sue parole sapeva emozionarti e coinvolgerti. Avevamo deciso di allestire, nel 2015,  una sua grande mostra, in piazza Duomo: questo progetto andrà avanti, come da suo e nostro preciso volere.  Con lui se ne va un amico di Pietrasanta e della sua comunità:  verrà ricordato in modo appropriato”. Un legame del resto fortissimo quello di Mitoraj con la Piccola Atene pietrasantina tanto da avere espresso agli amici più intimi, il desiderio di essere sepolto proprio nella ‘ sua Pietrasanta’ di cui era cittadino onorario Molti, infatti, i passaggi artistici  realizzati in città:  dalla piazzetta  del Centauro alla lunetta  raffigurata nella chiesa di S.Agostino fino alla sala consiliare affrescata ed oggi sede dei più importanti incontri istituzionali e commemorativi.  Per non parlare del rapporto, strettissimo, con le fonderie e i laboratori pietrasantini dove il confronto con i maestri artigiani del posto era continuo.

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Un rapporto, però, caratterizzato anche da alti e bassi: del resto Mitoraj era persona diretta, che pur senza alzare la voce non disdegnava di dire la sua sulle nuove ‘ tendenze’ cittadine. “ Quando sono arrivato c’era solo un vecchio albergo scalcinato, sei letti per camera e senza acqua calda. Ci siamo passati tutti. Io, Botero, Finotti, Yasuda, Ciulla, Fonseca, volevamo diventare scultori nella città della scultura. Poi, tutto, o quasi, è cambiato, fino a qualche anno fa in centro si sentiva ancora il rumore degli scalpelli, le stradine erano impolverate di statuario. Adesso ci sono 58 fra  bar e ristoranti e 40 gallerie in poche centinaia di metri. E’ diventata una mangiatoia per turisti, gli artisti sono stati costretti all’esodo e Pietrasanta ha estromesso se stessi. Eppure  se oggi sono uno scultore lo devo a questa città e a maestri artigiani come i Giannoni» aveva dichiarato tre anni fa durante una delle sue, rare, interviste.

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Ma, alla fine, era sempre l’amore per Pietrasanta a prevalere: dopo le ‘evasioni estive’ in Provenza tornava infatti nella sua casa-studio lungo la via Sarzanese o ancora a dare uno sguardo privilegiato ai suoi piccoli vigneti in collina. Particolarmente velenosa fu la scia che si accompagnò alla decisione di donare, un anno fa,  l’Annunciazione, un altorilievo in bronzo,  da ‘ accogliere’ nella facciata della Chiesa di S.Agostino. “ Uno sfregio alla città e alla sua storia” fu il commento di chi contestò, con tanto di istituzione di un comitato ad hoc, la decisione del Sindaco primo sostenitore della stessa opera. Nei mesi scorsi, al culmine di uno stupido raid vandalico, fu spezzata la lancia raffigurante il Centauro. “. Questi ragazzi –  commentò Mitoraj -   è come se avessero rubato in casa propria. Perché il Centauro, appartiene a tutta la comunità di Pietrasanta. Denunciarli? Non si denuncia l’ignoranza: c’è stato un danno, rimedieremo, ma questi ragazzini dovrebbero imparare un po’ di educazione. Ho sculture in tutto il mondo, in  città importanti e mai, dico mai, ho visto una mia opera danneggiata per vandalismo. Pietrasanta, da oggi ha un primato molto triste”. Parole  intrise di amarezza. Poi arrivò  la lettera di scuse dell’autore del gesto.  Passato il momento, Mitoraj privilegiò ancora una volta l’amore per la città con la decisione, condivisa, di allestire una grande mostra estiva. Che, sia pure non fisicamente, lo vedrà, come sempre, protagonista.

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