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Perseguita giovane madre per tre anni, in carcere lo stalker

Biglietti, pedinamenti, attenzioni morbose e anche un falso profilo facebook con le foto della donna, residente a Pietrasanta, che alla fine si rivolge ai vigili urbani. L’uomo è stato condannato a 10 mesi di reclusione

PIETRASANTA. Dieci mesi di carcere, senza sospensione della pena, per lo stalker che da mesi perseguitava una giovane madre. Una dura condanna quella inflitta a un uomo di nazionalità rumena residente in Versilia per i reati di molestie e atti persecutori.

I fatti denunciati direttamente agli uffici del comando di polizia municipale di via Marconi hanno visto al centro delle morbose attenzioni, per circa tre lunghi anni (fino al novembre del 2013), una donna di Pietrasanta che, dopo aver a lungo sopprotato in silenzio, decide di confidare il suo malessere ad una amica agente del Comando di Pietrasanta. Da qui, attraverso un elaborato e particolarmente complicato percorso di ascolto e assistenza - curato da un altro agente donna - la vittima dello stalker ha presentato denuncia, atto necessario ad attivare l’indagine, seguita dal sostituto procuratore Antonio Mariotti.

Dal momento della denuncia ( ottobre 2013 ) la donna ha seguito i consigli prendendo nota dei fatti che la vedevano oggetto delle morbose attenzioni. Gli agenti della municipale hanno ricostruito con meticolosità i fatti e utili sono state anche le testimonianze fornite da parenti, colleghe e amiche della donna, concordi nel descrivere l'uomo come perdutamente invaghito, e la donna un vero e proprio oggetto della sua ossessione nonostante la sua ferma ritrosia. La vittima ha raccontato dei ripetuti appostamenti, dei pedinamenti, del rilascio di biglietti nella cassetta della posta e sul parabrezza dell'auto. Il culmine dei fatti la creazione, da parte del persecutore, di un proprio profilo sul social

Facebook con foto della donna ripresa in luoghi pubblici, la creazione di un profilo a nome della spasimata e l'invio di richieste d'amicizia a soggetti vari. Alla denuncia e ai primi accertamenti era seguito in prima battuta il divieto di avvicinarsi alla donna. Ieri la condanna dell’uomo.

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