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Massarosa, proteste per l’aumento della Tares

Dopo la manifestazione di sabato siamo andati nella cittadina della Versilia dove è nato un comitato: "Siamo disperati, non abbiamo i soldi per pagare"

Il 30 ottobre a mezzogiorno e mezzo, Cristina la casalinga, riceve il conto della Tares: quasi 500 euro. Spazzatura d'oro. Con la Tarsu erano la metà, 240. Mezz'ora dopo è su Internet. Sul suo profilo Facebook lancia un appello: chiede chi sia disposto ad andare a protestare all'ufficio tributi, in modo tranquillo "come quando si va in processione, non è un corteo politico". Riceve una valanga di adesioni. Quattro giorni dopo, in piazza sono in centinaia. Il sabato si replica , con le forze dell'ordine a difesa del municipio ( FOTO ). Una rivolta forte quella di Massarosa contro la Tares, che finora, almeno in Toscana non si è vista da nessuna altra parte.

Cristina, la "rivoluzionaria per caso" dà la sua spiegazione semplice. Di una che non ha finito le medie ma non si sente "meno intelligente di chi so che è laureato". Il fatto - dice - è "che le famiglie sono alla disperazione. Quando mi è arrivata la Tares l'ho scritto su Facebook: voglio protestare perché soldi per pagare non ce l'ho.

Per «i rincari eccessivi» nasce il «Libero comitato cittadino di Massarosa», nuovo interlocutore privilegiato del Comune nella trattativa sulle aliquote della Tares. Ma gli aumenti di Massarosa non sono né gli unici né fra i più alti della Toscana. E allora perché la rivolta popolare?

LA VIDEOINTERVISTA: parla Francesca, una rappresentante del "Libero comitato cittadino di Massarosa"

L’amministrazione comunale prova a spiegarla con la strumentalizzazione della protesta «da parte della destra, soprattutto estrema, a pochi mesi dalle elezioni». Ma anche questa ragione contribuisce a fornire una motivazione, ma non ne giustifica le dimensioni.

A tenere insieme tutte queste motivazioni, potrebbero essere alcune particolarità di Massarosa. La prima è che il passaggio da Tarsu a Tares, senza il passaggio intermedio della Tia, comporta ovunque un salasso.

La seconda è la specificità del patrimonio immobiliare: la maggior parte delle abitazioni ha dimensioni medio-grandi. E quindi è grande la superficie imponibile. La terza, più incisiva, è che «è ci sono poche imprese.

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