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Scoppia la guerra del pesce

Coldiretti sbarca in Darsena e conta già venti pescherecci. Nuove regole per la vendita sul Molo

VIAREGGIO. Scoppia la “guerra” del pesce tra le banchine della Darsena, dal mercato ittico a quello del giovedì. In porto è sbarcata Coldiretti: venti le barche già associate e dal 3 di luglio il pesce a chilometro zero è in vendita tra i banchi del mercato del giovedì, così come in quelli settimanali di Camaiore, Pozzi (Seravezza), Massarosa. Prossime tappe in programma Carrara, Avenza, Lucca e Pistoia. Le bandiere gialle dell’associazione di categoria insidiano le cooperative storiche della marineria viareggina. Ed i più piccoli tra i pescatori lanciano l’altolà: le barche grosse di Coldiretti rischiano di giocarsi l’asso pigliatutto. Scendendo anche sul terreno storico di chi ha consentito ai propri associati di vivere sperimentando un modello tutto viareggino: quello del pesce pescato e venduto, con tanto di istruzioni per cucinarlo, lezioni dal vivo e gite in barca insieme a chi fa del mare la propria vita.

Dal 20 al 29 luglio al centro polivalente di via Filzi (ex Campo d’aviazione) va in scena la festa del pesce viareggino. Ad organizzarla è l’associazione “Nuova Sicilpesca”, della quale si dice aderisca a Coldiretti: musica, incontri, cucina «alla riscoperta del pesce povero di nome ma ricco di sapore». Patrocinio del Comune e dell’assessorato alle tradizioni popolari (Vittorio Fantoni).

Intanto il pesce a chilometri zero (lo stesso per promuovere il quale sono nati i chioschi sulla banchina Maria Luisa, finanziati con il denaro della Comunità europea) torna giovedì in via Fratti, tra le proteste dei commercianti della zona. Che raccontano: «Tengono il pesce nei catini di plastica e quando se ne vanno buttano l’acqua puzzolente nei tombini...Resta l’odore tutto il giorno e di controlli non se ne vedono...».

I controlli ci sono, invece, in Darsena e lungo il Molo. Dove la vendita diretta del pesce appena sbarcato dai pescherecci si è moltiplicata. Tanto che, nelle scorse settimane, Comune, Azienda sanitaria e Capitaneria di porto si sono incontrati per decidere di mettere nuove regole che valgano per tutti. Partendo dal fatto che, per l’amministrazione comunale, sul Molo il fenomeno dovrebbe essere spazzato via. Soprattutto per la sporcizia che la vendita lascia in giro. E che la Asl chiede correttivi idonei a tutela l’igiene e la conservazione del prodotto proposto.

L’idea che si è sviluppata, invece, sembra essere quella di stabilire alcune modifiche al regolamento già esistente. In particolare per quanto riguarda gli orari di vendita la proposta è quella di stabilire due fasce orarie: al mattino dalle 9 a mezzogiorno ed il pomeriggio. Orario fisso, in mezzo il Lungomolo deve essere lasciato libero e pulito.

E non solo. Perché alcune limitazioni saranno introdotte - ma la proposta assicurano gli Enti preposti - verrà illustrata e discussa con i pescatori non appena sarà pronta - per i pescherecci più grossi, ma soprattutto più larghi. Con l’intenzione di limitare soprattutto la presenza delle barche che pescano a strascico e di garantire la sicurezza della navigazione. Magari stabilendo una turnazione per l’approdo e la relativa proposta diretta del prodotto pescato.

In realtà un gruppo di pescatori da mesi ha presentato all’amministrazione comunale la richiesta di poter disporre di casottini sul Lungomolo adatti alla vendita del prodotto. Senza, però, ottenere risposta.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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