Discariche a cielo aperto in via Comparini e via dei Lecci: Il Comune non controlla e Sea opta per la soluzione drastica
VIAREGGIO. Sono da sempre un punto di riferimento per gli incivili, che scaricano lì ogni genere di rifiuto - compresi gli ingombranti - trasformando queste zone in discariche a cielo aperto. E dato che la piaga sembra impossibile da battere, Sea ha deciso di rimuovere i cassonetti in via dei Comparini - all’incrocio con il viale dei Tigli - e via dei Lecci.
In questo modo, secondo la società che si occupa della raccolta e dello smaltimento della spazzatura, si impedirà agli sporcaccioni di agire. Anche se le abitazioni e le attività vicine - locali e campeggi - si troveranno senza una valvola di sfogo.
Controlli? Impossibili. In realtà un modo per evitare le discariche a cielo aperto, senza rimuovere i cassonetti, ci sarebbe: piazzare delle telecamere. La videosorveglianza, si sa, è un deterrente notevole, e permette di individuare l’incivile che scarica rifiuti senza curarsene. Infliggendogli multe salate che lo costringano a ripensarci bene, prima di rifarlo.
Pare, però, che un intervento di questo genere - che non richiederebbe neppure un esborso economico eccessivo - sia impossibile da fare. Il motivo resta ignoto. Così come le multe da parte della polizia municipale: che senso ha avere a disposizione oltre 100 agenti, e non vederli sul territorio? La stessa domanda, peraltro, se la pongono i cittadini e i turisti che continuano a inviarci segnalazioni. Tutti i comportamenti incivili - rifiuti abbandonati e vandalismi sul verde - possono essere scoraggiati da un semplice passaggio di un agente di polizia municipale.
Riccardo Battaglia, presidente di Sea ambiente, se la prende con chi non rispetta le regole: «È incredibile, facciamo un sacco di passaggi per togliere la sporcizia ma non riusciamo a tenere pulita la città. I controlli? Non siamo noi a doverli decidere».
Cassonetti per i resti da piante. Sea, intanto, ha piazzato 40 cassonetti nelle zone Migliarina, Terminetto, Città giardino e Don Bosco per il conferimento dei resti di potature e sfalci. «In questi bidoni - spiega Carlo Venturini, presidente di Sea risorse - va scaricato ciò che resta dei lavori nel giardino di casa. Differenziandolo dall’altro materiale organico, riusciamo a risparmiare molti soldi. È bene precisare che le aziende non possono assolutamente usarli: l’iniziativa è solo per i cittadini».
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