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carnevale di viareggio

Lebigre, una festa attesa nove anni

L’abbraccio commosso con Alessandro Avanzini, lo strip di una suora e la goliardica rivalità con la “tacchina” dei fratelli Bonetti

VIAREGGIO. Quando anche dagli altoparlanti di Radio Carnevale arriva la conferma ufficiale di un trionfo che già si annusava nell’aria, dal carro si leva liberatorio un suono di campane a festa. Nove anni dopo la rivoluzionaria Ballerina (firmata all’epoca insieme ad Arnaldo Galli), Gilbert Lebigre e Corinne Roger tornano ad assaporare il gusto della vittoria con il loro “Santo subito”. E il primo brano della colonna sonora scelta per festeggiare è quel «Meno male che Silvio c’è» che, in fondo, può cantare anche per la coppia italo-francese. Già, perché il carro che li riporta sul gradino più alto del podio è dedicato proprio a Berlusconi e alla sua irriverente canonizzazione. «Beh, sì, adesso anche noi possiamo dire: meno male che Silvio c’è. Ma forse per tornare a vincere ci voleva ancor più il potere temporale della Chiesa, l’intercessione di certi potenti cardinali», scherzano Gilbert e Corinne.

Una vittoria meritata, la loro. Che si fiutava nell’aria insieme all’incenso cosparso dai prelati nei loro bracieri di cartapesta. «Sapevamo di aver fatto un buon carro, di aver colpito nel segno. Però non puoi mai essere certo. Già un paio di anni fa, con “Padroni a casa nostra”, ci eravamo illusi. Stavolta è andata meglio».

I rivali più temuti? Gilbert sorride e, diplomaticamente, risponde: «Tutti». Ma una maschera in abito da suora risponde per lui: «La “tacchina” dei Bonetti», palesando una goliardica rivalità fra i due carri che è cresciuta domenica dopo domenica.

Più difficile, invece, dire quale è stato l’ingrediente segreto di questo carro. «Forse una strana alchimia fra carro, coreografia e colonna sonora» risponde ancora Gilbert andando ad abbracciare Luca Bassanese, il cantante vicentino che con il suo brano «Santo subito» ha fornito l’impertinente colonna sonora al carro.

Gilbert e Corinne non hanno dediche particolari da fare. Ma in questo momento di gioia assoluta vogliono al loro fianco Francesca, la figlia di Raffaello Giunta, il carrista con cui la coppia italo-francese ha imparato l’arte della cartapesta. «Se siamo qui a Viareggio è anche per merito di suo padre».

Pochi istanti dopo arriva ai piedi del carro anche Alessandro Avanzini. Si fa spazio fra prete e suore festanti e si arrampica fin sulla pedana palcoscenico ricavata sotto i giganteschi cardinali di cartapesta e iuta. Il vincitore dello scorso anno si congratula con Gilbert. E la stretta di mano iniziale si trasforma presto in un profondo, sincero abbraccio. Tanto che Lebigre si abbandona alla commozione. E’ una sorta di passaggio di testimone fra i due trionfatori delle ultime edizioni. Ed è un gesto che cancella tante dicerie sulle rivalità - vere o presunte - che si consumano all’ombra degli hangar.

Ma fra la ciurma dei Lebigre è il giorno della festa, dell’allegria. E allora il clima torna scanzonato come il carro. C’è anche una figurante in abiti da suora che improvvisa un peccaminoso stip-tease che si conclude quando la ragazza resta in slip e reggiseno. «Lo avevo promesso in caso di vittoria», dice maliziosa.

Sotto il carro si continua a ballare in uno sventolio di tonache nere e copricapi bianchi. Sopra Gilbert e Corinne ripercorrono in un rapidissimo flashback la loro storia all’interno del Carnevale. Il loro arrivo a Viareggio all’inizio degli anni Ottanta, l’ostracismo di molti colleghi che li avevano bollati con sarcasmo come “i francesi”, il polemico abbandono all’indomani della loro prima vittoria con il carro dedicato a Madonna, il trionfale ritorno al fianco di Arnaldo Galli coinciso con la vittoria della Ballerina. Adesso la coppia Gilbert-Corinne si è trasformata in un clan. Al loro fianco c’è la figlia Elodie che cura le coreografie, il figlio Sebastian che ha modellato le teste dei cardinali e il piccolo Benjamin che sta crescendo respirando carta e colla.

«Ora siamo una squadra. Una bella squadra. Fatta anche di tanti collaboratori esterni che sono diventati parte integrante della nostra compagnia. Finalmente raccogliamo i frutti di quanto seminato. E speriamo che di frutti come questi ve ne siano ancora...»

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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