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Fiamme sotto le cisterne del treno Granaiola chiede lumi in Senato

 VIAREGGIO. Finisce in Parlamento la vicenda del treno 56326, partito da Rosignano con il carico di cloro della Solvay, fermato tra Pisa e Livorno la sera del 1º agosto, intorno alle 21,30, perché avvistato mentre mandava scintille e bagliori di fiamme sotto le cisterne. La senatrice Manuela Granaiola (Pd) ha presentato un'interrogazione in calce alla quale sta raccogliendo le firme di altri colleghi.  «La causa dello scongiurato disastro - ricorda Granaiola - sarebbe da ricercare nel malfunzionamento dell'impianto frenante della prima cisterna. Si ritiene che i ceppi siano rimasti serrati sulle ruote mentre il treno proseguiva la marcia e che, a causa del fortissimo attrito, si sia sviluppata una quantità di calore e scintille che avrebbero potuto rendere incandescenti ruote e carrello e, in casi estremi, portare alla fusione di alcune parti della cisterna».  A dieci minuti di distanza dal luogo dove è stato fermato, il treno - ricorda Granaiola - sarebbe transitato da Viareggio (diretto a Savona): «La prontezza di tutti i ferrovieri in servizio sui treni e nelle sale operative ha evitato che la situazione divenisse critica. Torna, dunque, all'attenzione - a 25 mesi esatti dalla strage di Viareggio - la questione irrisolta dell'affidabilità e della sicurezza dei carri che trasportano merci pericolose, macchine che dovrebbero essere mantenute in perfetto stato e che, invece, viaggiano ancora in condizioni che si dimostrano troppo spesso inadeguate»  Granaiola chiede di sapere «quali misure il ministro Matteoli intenda assumere al fine di far luce sull'accaduto, sulle eventuali responsabilità, intensificando i controlli e garantendo il massimo della sicurezza possibile a viaggiatori e ferrovieri, oltre che ai cittadini
che abitano nelle zone attigue ai binari. E quali misure intenda attuare detta impresa per ripristinare la sicurezza dei carri che gestisce e se il gestore unico dell'infrastruttura ferroviaria nazionale (Rfi)) intenda accertarsi della conformità di questi carri e del loro corretto funzionamento».

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