Menu

Graffiti nel nome di Murabito

Quattro artisti hanno portato avanti la tradizione del sor Rosario

 CAMAIORE. Sono passati più di 40 anni dal lontano 1970, quando il celebre artista Rosario Murabito, che aveva scelto Casoli come residenza, facendola diventare il ritrovo di pittori scultori e quant'altro, realizzò per gli abitanti del piccolo borgo un graffito che domina la piazza principale.  Sul graffito è visibile la dedica "A tutti i casorini, il sor Rosario. Casoli, 1970". Il lavoro, rovinato dall'acqua e dall'umidità, venne restaurato nel 1985 dal viareggino Franco Anichini che tre anni dopo, nel 1988, creò il suo graffito per Casoli e lanciò l'idea di organizzare nel paesino un evento annuale dedicato a questa tecnica artistica. E' così che è nata, nel 2006, "Graffiti a Casoli" manifestazione che ha fatto delle vie della frazione una sorta di museo "en plein air", riservata inizialmente agli alunni delle scuole e degli istituti d'arte della Provincia, dal 2008 ha coinvolto artisti professionisti e qualificati. «Nel 2007 - spiega Franco Pagliarulo, direttore artistico dell'evento - ho realizzato a Casoli 2 piccoli graffiti, in omaggio a Rosario Murabito; quando i paesani hanno visto il mio lavoro sono rimasti affascinati e mi hanno affidato l'incarico di direttore artistico. Per elevare il livello e la qualità dell'iniziativa e far acquisire all'evento maggior valore abbiamo deciso di coinvolgere solo artisti professionisti che conoscono già la tecnica tradizionale». Ogni anno viene indetto un bando e viene fatta una selezione che porterà a scegliere 4 artisti dall'Italia e dall'estero, che realizzeranno le opere sulle mura delle case di Casoli. I "graffitari" ricevono un compenso dal Comune (il finanziamento totale è di 4 mila euro), mentre a vitto e alloggio pensa il Comitato paesano. Quest'anno i 4 prescelti sono: Dunio Piccolin di Belluno, Samuele Vanni di Firenze, Enrica Moratelli di Bologna e Franco Pagliarulo, pugliese, ma residente a Massarosa. «Il tema dei lavori - prosegue Pagliarulo - è come ogni anno il "C'era una volta..." e comprende usi e costumi del posto, ma anche mitologia e un omaggio a Murabito». Scene della vita quotidiana e contadina, temi classici dell'antica Grecia e la ricostruzione del pallone frenato, l'antica mongolfiera ancorata a terra con cavo d'acciaio, che nei primi del Novecento portava i facoltosi turisti che soggiornavano a Viareggio verso Candalla e da lì sulla vetta del monte Matanna. «Con questa iniziativa - afferma il direttore artistico - vogliamo recuperare questa tecnica, nata nel Rinascimento (la facciata della scuola Normale di Pisa ne è un esempio) e ripresa poi nel Novecento con il Liberty, ma andata in disuso negli anni successivi. Oggi la parola graffito si lega ai murales metropolitani, ma sono due cose diverse, tant'è che per distinguerle io sono solito chiamarlo "sgraffito", come lo definiva anche il Vasari. Il lavoro viene realizzato a fresco, in giornata, viene steso l'intonaco fatto di sabbia e grassello di calce con pigmenti in polvere. Non si tratta di pittura, ma di "sgraffito" perché andiamo a graffiare e grattare. Terminata questa prima parte si passa allo "spolvero". Per le rifiniture si utilizza il pennello e lo scalpellino». I risultati sono opere semplici, bicromatiche che hanno un effetto caldo e naturale ed un forte impatto visivo. «Quando Murabito
abitava qui - afferma Franco Pagliarulo - portava in zona altri grandi artisti conferendo al paesino una forte vitalità creativa e artistica. L'evento "Graffiti a Casoli" - conclude Pagliarulo - è unico in Italia. Ci sono luoghi dipinti con murales, il nostro è l'unico che ha solo graffiti».

TrovaRistorante

a Lucca Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Stampare un libro risparmiando: ecco come fare