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Bagni, niente rinnovo delle concessioni

Alla scadenza saranno offerte a chi dimostrerà di gestirle meglio

 MARINA DI CARRARA. Non ci saranno le aste dei bagni, questo no. Ma le concessioni andranno all'«evidenza pubblica»: ovvero alla scadenza verranno offerte al candidato che dimostrerà di gestirle meglio. E' il messaggio - non sappiamo quanto rassicurate - che arriva da Balnearia.  Il convegno di ieri mattina alla fiera di Carrara è stato ricchissimo. Di informazioni ed interventi giuridici di alto livello, di appelli accorati a salvare i bagni dal rischio delle aste, ma anche di intemperanze verbali, comunque giustificabili dal clima che per i balneari è oggi difficilissimo.  Pensavano di poter contare a vita sulle concessioni, che magari gestiscono da 2-3 generazioni, ma oggi qualcuno ti dice che il tuo bagno non andrà all'asta per via della Bolkestein, ma finirà comunque - a concessione in scadenza- in un meccanismo che prevede una gara. Dove magari non conterà quanti soldi di canone si offrono, ma quanta professionalità hai del tuo mestiere. Insomma dove partirai avvantaggiato, ma sempre con il rischio che questa gara la puoi perdere.  Un clima che è rimasto calmo finchè hanno parlato i professori invitati dal Sib (sindacato bagni di Confcommercio) e dal Fiba (il sindacato dei balneari che fa capo a Confesercenti), ma che poi si è scaldato quando sono intervenuti i responsabili dei due sindacati. I professori. E' toccato ai professori baresi Nicolò Carmineo e Sergio Prete spiegare situazione e possibili soluzioni.  Di fatto Prete ha sottolineato questo: «Non esistono le aste, e non esiste un problema Bolkestein. O comunque la procedura di infrazione si può superare. Ma in nome del principio di concorrenza si andrà all'evidenza pubblica, dove il concessionario ha tutti i presupposti per vincere la gara».  Di fatto Prete suggerisce ai balneari questo: «Chiedete che nelle gare ad evidenza pubblica per le concessioni, gli elementi soggettivi, dalla professionalità all'esperienza, siano preponderanti. Insomma va codificato il riconoscimento delle caratteristiche proprie di chi gestisce un bagno».  Se non si decide presto per l'«evidenza pubblica» si rischia di non uscire dalla procedura d'infrazione, ma soprattutto si rischia che le sentenze della giustizia civile e di quella amministrativa siano tutte sfavorevoli rispetto al rinnovo più o meno automatico delle concessioni.  E' quanto è successo in Sardegna, dove il Tar ha bloccato il rinnovo di una concessione, ma anche il caso della norma della Regione Emilia che voleva ipso facto portare le concessioni a 20 anni. Subito è intervenuto il Governo. Non perchè la norma non rispettasse le leggi dello Stato, ma perchè non rispettava le regole dell'Unione Europea.  Il professor Antonio Palma, avvocato, ha fatto il punto sulla conferenza Stato-Regioni, dove si sta lavorando per dare continuità alle concessioni.  Di fatto - ha spiegato - si potrebbe arrivare ad una proroga delle concessioni in attesa del riordino della materia complessiva del demanio marittimo.  In questo modo - spiegava Palma - avremmo anche superato l'ostacolo-Bolkestein.  Il ministro degli affari regionali Raffaele Fitto sarà il 3 febbraio in audizione dalle due commissioni di Senato e Camera che hanno aperto un'inchiesta sull'industria balneare italiana (fatto, lo ricordiamo di 30mila aziende).  Il 4 febbraio Fitto sarà a Bruxelles per spiegare agli euroburocrati che l'Italia ha fatto tanto per superare la Bolkestein, o meglio la direttiva «servizi» che stabilisce libertà di stabilimento per tutte le imprese europee in tutti i paesi europei.  Una settimana decisiva (?) quindi per i balneari. Il cui interesse è stato confermato da presenza (500 persone ad un convegno sono una cifra enorme) e calore.  Parlando di mobilitazione Graziano Giannesi, uno dei leader dei balneari italiani, ha ricordato che l'11 febbraio le Camere di Commercio della Toscana del mare (da Massa Carrara a Grosseto) si riuniranno per fare il punto sui rischi che sta correndo l'industria balneare toscana. Per il fatto che oggi i mutui sui lavori nei bagni vengono sostenuti con le ipoteche sulle case dei gestori, sul fatto che nessuno investe più con questa gigliottina fermata solo dal boia Europa.  Riccardo Borgo, presidente dei balneari Confcommercio, ha puntato molto sulla legge di riordino del settore, da fare entro l'anno per permettere poi di chiudere la partita con Bruxelles.  L'impressione è che la platea dei balneari sia come un malato di tumore (parliamo di malattia grave) che vuole essere rassicurato immediatamente del medico sul
fatto che quel tumore è già guarito. Ma i medici (dagli avvocati ai vertici delle associazioni) gli rispondono in un altro modo: «Guarirai? Lo vedremo poi, intanto partiamo con radio e chemioterapia».  Una partita quella delle concessioni in cui ci sono ancora molti minuti da giocare. C.B.

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