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Strage si Viareggio, 18 indagati
La Procura: "Ma saranno di più"

La procura: "Stiamo ancora indagando in ogni possibile direzione"

VIAREGGIO. Ora sono diciotto gli indagati, a un anno dal disastro ferroviario del 29 giugno. Lo ha reso noto ieri pomeriggio la Procura di Lucca. Precisando che altri ne verranno. Di quattro si conoscono nomi e cognomi: i tedeschi Joachim Lehamann 42 anni, Andreas Schroter 44 anni, Uwe Kriebal 46 anni dell’officina Jungenthal di Hannover ed il mantovano Paolo Pizzadini, 44 anni, della Cima riparazioni di Bozzolo.

Nella mattina di ieri, Mauro Moretti, amministratore delegato di Fs aveva detto: «Non escludo di essere compreso negli avvisi di garanzia». Nel tardo pomeriggio, poi, l’annuncio del suo ufficio «Nessun avviso di garanzia a carico di esponenti di Ferrovie dello Stato, in merito al disastro ferroviario del 29 giugno a Viareggio».

Quella che ha portato gli indagati a quota diciotto è stata una giornata lunga e sincopata, segnata prima dalle dichiarazioni arrivate in mattinata da Serravalle Pistoiese - dove si celebravano i cinquant’anni di attività della Ecm, azienda di tecnologie per la sicurezza ferroviaria - che avevano fatto pensare all’inserimento di Moretti nel registro degli indagati. Queste le parole dello stesso Moretti a parlare: «A giorni, verranno fuori gli avvisi di garanzia. Non escludo di essere coinvolto. Visto che, ogni qualvolta nella storia ci sono state cose di questo genere, tutti quanti sono stati compresi negli avvisi di garanzia. Molto serenamente li aspettiamo e molto serenamente potremo iniziare a discutere visto che fino a oggi le nostre strutture non sono mai state interessate dalla magistratura in maniera diretta».

Nell’attesa, oltre alle due relazioni depositate in Procura rispettivamente da Trenitalia e Rete ferroviaria italiana esistono - è lo stesso Moretti a renderlo noto - verifiche che Fs ha commissionato a «professori universitari illustri», armati di «calcoli matematici» per fare luce sull’accaduto.

Nel pomeriggio, quando arriva il comunicato del Procuratore capo di Lucca, Aldo Cicala, il quadro che si delinea è il seguente: gli investigatori hanno un ventaglio di nomi a disposizione e via via che le indagini procedono vengono iscritti i nomi nel registro degli indagati.

Al momento, però, gli unici ad aver ricevuto un avviso di garanzia sono i tre dipendenti della Jungenthal, l’officina di Hannover consociata Gatx che effettuò la revisione dell’asse poi inviato in Italia (alla Cima riparazoni, un indagato) per essere sostituito sul treno che quella maledetta notte viaggiava sulla tratta Trecate-Gricignano con il suo carico di morte.

Sulla Jungenthal si sono concentrate anche le verifiche effettuate dall’Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria (Ansf) diretta da Alberto Chiovelli. Una volta in Germania, i tecnici dell’Ansf coadiuvati dai colleghi dell’Eba (l’ufficio federale che sovrintende alla sicurezza ferroviaria) hanno riscontrato che «i componenti del carro sviato risultavano avere una data antecedente all’anno di costruzione del carro immatricolato nel 2004». Il carrello, spiega Alberto Chiovelli, «era del 1973, la sala montata (asse più ruote, ndr) del 1974, l’omologazione del prototipo del carro fatta da Eba era del 2003». L’Agenzia italiana ha «richiesto un approfondimento all’autorità tedesca circa l’intercambiabilità dei componenti». Torna, dunque, nelle indagini sul disastro ferroviario che ha provocato 32 morti, distruzione e feriti, la questione del “puzzle” del materiale rotabile che circola sui binari di mezza Europa.

Materiale che, se trasporta merce pericolosa, da un anno è sotto stretta osservazione dell’Agenzia diretta da Chiovelli. A partire dal prossimo primo luglio non potranno più circolare le ferrocisterne immatricolate in Italia per le quali non siano state fornite le informazioni richieste dalla stessa Agenzia relativamente alla tracciabilità dei processi manutentivi.
E non solo: dal primo gennaio 2011 le stesse restrizioni saranno applicate anche ai carri pianale immatricolati in Italia ed il nostro Paese non dovrà più accettare carri immatricolati all’estero che non abbiano squadernato tutte le carte delle manutenzioni. Martedì Viareggio torna in strada per il primo anniversario della strage di via Ponchielli. I rappresentanti di Ferrovie hanno espresso la volontà di essere presenti. Nonostante le oltre 10mila firme raccolte in città per chiedere le dimissioni dell’amministratore delegato. «Ho ascoltato da Moretti - commenta il sindaco Luca Lunardini - le parole che avrebbe dovuto pronunciare un anno fa».
E la senatrice del Pd, Manuela Granaiola, aggiunge: «Sono indignata dal fuoco d’artificio di dichiarazioni in vista del 29 giugno. Alla Procura dico: non è più il momento dei numeri, vogliamo i nomi».

Moretti: "Non escludo possa esserci anche io".
"Non escludo che io stesso
sia coinvolto, visto che, ogni qualvolta nella storia ci sono state cose di questo genere, tutti quanti sono stati compresi negli avvisi di garanzia". Lo ha dichiarato l'amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Mauro Moretti.

Cicala: "Non posso dire nulla". Dei diciotto indagati dalla procura di Lucca nell'inchiesta sulla strage di Viareggio, soltanto tre sanno di essere nel mirino degli investigatori e si tratta di persone legate all'officina di Hannover dove era stato  controllato l'asse che si ruppe. Riguardo gli altri, "al momento non è possibile fare i nomi". Lo ha detto il procuratore di Lucca, Aldo Cicala. Ai giornalisti che gli chiedevano un commento alla frase dell'ad di Fs, Mauro Moretti - "Non escludo che io stesso sia coinvolto" - Cicala si è limitato a rispondere: "Non posso
dire nulla".

La madre: "Mi si allarga il cuore"
. "Queste notizie allargano il cuore. Sapere che la procura sta ottenendo dei risultati e che sta individuando possibili responsabili ci conforta. Certo, Moretti quello che ha detto oggi poteva dirlo anche un anno fa". Lo dice Daniela Rombi, del comitato "Il mondo che vorrei", che raggruppa i familiari delle vittime della strage di Viareggio,
commentando l'iscrizione nel registro degli indagati di 18 persone e le parole di stamani dell'ad di Fs Mauro Moretti.

Daniela ha perso una figlia, Emanuela, 21 anni, morta dopo 42 giorni di agonia. "Certe notizie - aggiunge - non possono far star bene, ma ci aiutano. Credo nella giustizia del cielo, ma ho bisogno anche di quella terrena, anche se Emanuela non me la restituirà nessuno. Però qualcosa deve cambiare, perché non succeda più". "Quello che mi fa rabbia - conclude - è che Moretti abbia aspettato un anno per dire quelle cose. Doveva farlo subito, senza nascondersi. Spero che si sappiano presto i nomi degli indagati".

Trentadue croci.
Le persone rimaste uccise nella strage di Viareggio sono state 32. Il 29 giugno del 2009, un convoglio
ferroviario che trasportava gpl poco prima della mezzanotte deragliò alla stazione della città: alcuni carri cisterna si rovesciarono e uno si squarciò, provocando la fuoriuscita del gas, che esplose. La maggior parte delle vittime abitava in via Ponchielli, la strada che costeggia la stazione.

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