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La retrospettiva a cento anni della nascita del pittore

Cento opere per conoscere il percorso artistico di Giovanni Acci

 PIETRASANTA. Sono oltre cento le opere esposte, sino al 6 febbraio, nel complesso di Sant'Agostino, per celebrare Giovanni Acci, il grande pittore fiorentino, per molti anni vissuto a Marina di Pietrasanta. L'artista del quale negli ultimi tempi si era forse persa la memoria, la cui forza espressiva torna in tutta la completezza nell'ampia retrospettiva che, a 100 anni dalla nascita. L'assessorato alla Cultura, in collaborazione con la famiglia Acci ed in particolare con la figlia Maria, ha allestito un percorso espositivo con opere inedite per farne conoscere l'opera dagli esordi, alla fine degli anni '30, sino agli ultimi lavori incompiuti, ponendo l'accento sulla vicenda umana, vissuta in un periodo della storia italiana ricco d'avvenimenti, d'importanti e rapide trasformazioni. Sono esposti, per la prima volta, dipinti di: autoritratti, nature morte, paesaggi, figure a sfondo mitologico o religioso, di valenza storica e drammaticità. Si tratta di opere di grandi dimensioni che ripercorrono la carriera dell'artista, riunite per l'evento; buona parte sono di proprietà della famiglia, molte provengono da collezioni private e pubbliche, chiese, musei, istituti di credito.  La mostra consente di scoprire aspetti del carattere e della poetica di Acci, ripercorrerne momenti della vita attraverso suoi scritti e fotografie che lo ritraggono nello studio, durante le mostre, in ambito familiare. Un ritratto dell'uomo e del pittore. Del resto scriveva Acci: "Sono attualissimo, mi sento d'oggi, sono un uomo che vive oggi e che sente tutto il dramma, anzi, la tragedia che c'è nel mondo e la mia interiorità si riflette nei quadri".  Legatosi negli anni '47 -'49 ai "Pittori Moderni della Realtà", partecipa a tutte le mostre organizzate dal gruppo di cui erano autorevoli esponenti Pietro Annigoni, Antonio e Xavier Bueno, Carlo Guarienti, Gregorio Sciltian e Alfredo Serri, artisti attivi tra Milano e a Firenze che si riconoscevano in una assoluta fedeltà alla figurazione. E' proprio in quegli anni che matura l'idea di trasferirsi in Versilia, a Marina di Pietrasanta, dove si sposterà con la famiglia nel 1955, sino alla morte avvenuta nel 1979.  Sue opere figurano nelle maggiori collezioni pubbliche e private, in Italia e all'estero.  «Sono veramente lieto - afferma il sindaco Domenico Lombardi - di ospitare la mostra di quest'artista per il quale nutro una profonda ammirazione e verso il quale avverto una personale consonanza di sentimento. La sua anima torna a parlarci attraverso le tele».
La mostra sta suscitando grande interesse e, ad una settimana dall'apertura, sono già oltre 1500 le presenze registrate. L'esposizione è visitabile dal martedì alla domenica, nell'orario 16-19, ingresso libero. Disponibile il catalogo edito dal Comitato Archivio Artistico Documentario Gierut.

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