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Osvaldo Jaconi come Louis Van Gaal con 18 anni di anticipo

Allenava il Castel di Sangro e a Foggia si giocava l’ultimo atto dei play off di C1 contro l’Ascoli. A una manciata di secondi dalla fine, fuori il portiere titolare De Juliis, per mettere dentro la riserva Pietro Spinosa, uno che in quel campionato non aveva giocato neanche un minuto. E andò bene, proprio come per l’Olanda con Krul. Il video di “Sfide” sulla favola del Castel di Sangro   Facce da tifosi   Foto   Il racconto dell’inviato Alessandro Bernini   Cenerentola ha sfiorato il gran ballo di Stefano Tamburini

IL COMMENTO. Quei 18 anni che uniscono due emozioni di Stefano Tamburini

Esattamente 18 anni Osvaldo Jaconi allenatore marchigiano del Castlel di Sangro fu il precursore di Louis Van Gaal. L’entrata nella storia calcistica italiana del Castel di Sangro avvenne alle 19.37 di sabato 22 giugno 1996 allo stadio Zaccheria di Foggia , quando Pietro Spinosa, dodicesimo del Castel di Sangro che non aveva giocato nemmeno un minuto in campionato, riuscì a deviare sopra la traversa il rigore battuto da Milana, consegnando alla sua squadra la vittoria nello spareggio con l’Ascoli e l’accesso nella serie cadetta. In serie B, oltre al Castel di Sangro, ha portato anche Savoia e Livorno.

Jaconi è il tecnico che vanta più promozioni nel calcio italiano con nove salti di categoria di cui otto ottenuti tra i professionisti e una tra i dilettanti, avendo superato Gigi Simoni che ne ha ottenute otto da allenatore, tutte con i professionisti. Considerando anche i ripescaggi ottenuti con Lecco, nella stagione 1989-90, e Civitanovese, stagione 2008-09, il totale sale a undici.

A inizio di stagione nessuno avrebbe scommesso una lira sulla squadra di mister Jaconi, Fu l’apoteosi, il trionfo del calcio di provincia, genuino, oculato dal punto di vista della gestione, tutte cose che portarono il Castel di Sangro, nel giro di 12 anni, quando si chiamava Polisportiva Cep e giocava in seconda categoria, alla serie B.

Un trionfo, una scalata di categorie, a firma innanzitutto del presidente Gabriele Gravina, saldamente alla guida della squadra, e dell’allenatore delle ultime due promozioni della squadra, (l’anno precedente ad Ascoli, il Castel di Sangro, battendo il Fano ottenne l’accesso alla serie C1; anche quella partita fu risolta ai calci di rigore) l’imprevedibile Osvaldo Jaconi capace di risolvere le due partite decisive per la promozione in serie B con due azzardate mosse, due jaconate, come oramai si dice a Castel di Sangro, la prima nel corso della gara d’apertura dei play off con il Gualdo Tadino quando inserì in pieno recupero il difensore D’Angelo, che segnò il gol della vittoria pochi secondi dopo, e la seconda come già detto, poco prima dei rigori nel corso della finalissima con l’Ascoli, con l’inserimento a sorpresa del secondo portiere, Spinosa, sostituzione che ha lasciato perplessi gli spettatori e soprattutto scontentato il portiere titolare De Juliis.

Ma il campo gli dette ragione per l’ennesima volta.

Il Castel di Sangro andò in serie B dove trovò squadre del rango di Torino, Bari, Perugia, Palermo, Genoa e altre che hanno fatto la storia del calcio italiano.

La cittadina, con i suoi 5.500 abitanti, era la più piccola fra quelle partecipanti alla serie cadetta, preceduta da Empoli che ha 40.000 abitanti.

Era anche quella situata a una maggiore altezza, fra tutte le città che avevano squadre in serie B (almeno allora): 800 sul livello del mare.

Ì rigori vengono calciati sotto la curva dei tifosi giallorossi, è questo sembra essere di buon auspicio, poichè anche l’anno scorso ad Ascoli, nello spareggio vincente con il Fano, i rigori furono calciati sotto la tribuna che ospitava i tifosi giallorossi. Il primo rigore è calciato da Albieri, ed è rete.

Poi tocca all’Ascoli che realizza con Fiorentini.

Di nuovo al Castel di Sangro con Bonomi che manda il pallone ad incocciare sulla traversa: i tifosi sangrini ammutoliscono, mentre cresce il coro di quelli ascolani.

In rapida successione Menolascina per l’Ascoli, Alberti per il Castel di Sangro, Rossi di nuovo per l’Ascoli e Prete per il Castel di Sangro realizzano i rigori. Siamo sul 3-3, e di scena sul dischetto è Mirabelli il bomber ascolano capocannoniere del campionato.

Calcia di sinistro, rasoterra, con la palla che va fuori. Riprende forza il tifo giallorosso.

Di nuovo tocca al Castel di Sangro, ed è Michelini che realizza, imitato dall’ ascolano Minuti. Siamo sul 4-4 dopo i primi 10 rigori, si va a quelli ad oltranza.

Inizia De Amicis per il Castel di Sangro che realizza; subito dopo è di scena Furlanetto, per l’Ascoli, che segna anche se Spinosa riesce a toccare il pallone

che gli piega le mani.

E’ un assaggio di quello che farà dopo. Batte il rigore da Fusco che trasforma. Il 14° rigore tocca a Milana, che calcia di destro, vedendosi deviato il pallone da Spinosa sopra la traversa.

Il miracolo si realizza e il Castel di Sangro è in B.

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