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La storia del Mondiale: il 1934
Impera il nazionalismo fascista
ma l’azzurro brilla... Italia campione

Decisivo il gol

in finale di Angelo Shiavio e decisive anche le scelte del ct Vittorio Pozzo, giornalista che si faceva pagare solo con il rimborso spese. Un cammino agevole a parte la sfida con la Spagna, prima pareggiata e poi vinta nella ripetizione. E anche la finalissima non è una passeggiata di salute...

Resterà nella storia come il Mondiale di Angelo Schiavio e del suo gol in finale nei supplementari, magari come il mondiale di Vittorio Pozzo e delle sue scelte coraggiose, sicuramente come il primo Mondiale vinto dall’Italia.

Ma la data 1934 e il contesto storico non possono togliere a questa edizione l’etichetta del Mondiale di Benito Mussolini: un’edizione voluta e ottenuta a tutti i costi dal regime perché «le prodezze sportive – sosteneva il duce – accrescono il prestigio della nazione e abituano gli uomini alla lotta in campo aperto». Propaganda e nazionalismo per aggregare le masse sotto la stessa bandiera.

Il Mondiale inizia il 27 maggio, 16 le nazionali in campo: Argentina, Austria, Belgio, Brasile, Cecoslovacchia, Egitto, Francia, Germania, Olanda, Romania, Spagna, Svezia, Svizzera, Ungheria, Usa e naturalmente Italia. Assenza illustre è quella dell’Inghilterra: i britannici si ritengono i maestri del football e snobbano questa manifestazione.

Sulla panchina azzurra c’è Vittorio Pozzo, giornalista, che per allenare l’Italia si accontenta del rimborso spese. Parla nove lingue, chiede rigore tattico (il famoso metodo) ma il suo calcio si fonda soprattutto su valori morali e sono questi che cerca di infondere nel ritiro pre-mondiale tra i monti dell’Eremo dell’Alpino e le colline toscane.

Pozzo fa scelte anche sorprendenti. Ad esempio lascia a casa Fulvio Bernardini al quale confida: «Vede Bernardini, lei gioca in modo superiore. Gli altri non possono arrivare alla concezione che ha lei del gioco. Sacrificare lei o sacrificare tutti gli altri? Lei come si regolerebbe al mio posto?».

La squadra è un buon mix di carattere e classe. C’è Angelo Schiavo, classico attaccante di sfondamento, tiro potente, grande cuore, simbolo del Bologna che tremare il mondo fa; c’è Giuseppe Meazza, gran talento, invenzioni, eleganza allo stato puro; c’è il vecchio guerriero Attilio Ferraris (all’epoca nei casi di omonimia si diceva Ferraris IV); c’è la classe di Raimundo Orsi ed Enrique Guaita e il pragmatismo di Luis Monti.

Il debutto dell’Italia è travolgente, quello che ci vuole visto che la formula prevede l’eliminazione diretta: 7-1 agli Usa. Nei quarti è battaglia, l’Italia pareggia 1-1 con la Spagna, non senza qualche recriminazione da parte spagnola. E dunque bisogna rigiocare la sfida il giorno dopo: finisce 1-0, decide Meazza con un imperioso colpo di testa.

E siamo alle semifinali. Cecoslovacchia-Germania finisce 3-1, l’Italia invece deve vedersela con l’Austria a Milano. Si gioca 48 ore dopo la battaglia dei quarti e con nelle gambe il viaggio in treno. L’Italia soffre ma vince, decide Guaita al 21’ che infila la rete dopo uno scontro tra Meazza e il portiere austriaco Platzer.

Domenica 10 giugno a Roma va in scena la finale con la Cecoslovacchia, di fronte a 50mila spettatori e alla presenza del duce. Al 70’ Antonin Puc batte Gianpiero Combi, lo stadio ammutolisce. Sembra la fine ma l’Italia reagisce e pareggia con Orsi all’80’. Si va al supplementare. «Ricordo – dirà anni dopo Angelo Schiavio, autore del gol decisivo – che Guaita mi allungò la palla in avanti, io feci qualche passo, palla al piede, entrai in area e sferrai un gran destro in diagonale». È il 2-1, l’Italia vince il suo primo mondiale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

LA ROSA AZZURRA

Portieri

Giuseppe Cavanna 29 anni (Napoli)

Gianpiero Combi 32 anni (Juventus)

Guido Masetti 26 anni (Roma)

Difensori

Luigi Allemandi 31 anni (Ambrosiana Inter)

Luigi Bertolini 30 anni (Juventus)

Umberto Caligaris 33 anni (Juventus)

Attilio Ferraris 30 anni (Roma)

Eraldo Monzeglio 28 anni (Bologna)

Mario Pizziolo 25 anni (Fiorentina)

Virginio Rosetta 32 anni (Juventus)

Centrocampisti

Armando Castellazzi 30 anni (Ambrosiana Inter)

Attilio Demaría 25 anni (Ambrosiana Inter)

Giovanni Ferrari 27 anni (Juventus)

Giuseppe Meazza 24 anni (Ambrosiana Inter)

Luis Monti 33 anni (Juventus)

Mario Varglien 29 anni (Juventus)

Attaccanti

Pietro Arcari 25 anni (Milan)

Felice Borel 20 anni (Juventus)

Enrique Guaita 24 anni (Roma)

Anfilogino Guarisi 29 anni (Lazio)

Raimundo Orsi 33 anni (Juventus)

Angelo Schiavio 29 anni (Bologna)

I RISULTATI

Ottavi di finale

Roma 27 maggio

Italia-Stati Uniti 7-1 (18’ Schiavio, 20’ Orsi, 29’ Schiavio, 57’ Donelli Usa, 63’ Ferrari, 64’ Schiavio, 69’ Orsi, 90’ Meazza)

Trieste 27 maggio

Cecoslovacchia-Romania 2-1 (10’ Dobay R, 49’ Puc C, 67’ Nejedly C)

Firenze 27 maggio

Germania-Belgio 5-1 (26’ Kobiersji G, 31’ Voorhoof B, 43’ Voorhof B, 47’ Siffing G, 67’ Conen G, 70’ Konen G, 86’ Konen G)

Torino 27 maggio

Austria-Francia 3-2 d.t.s. (19’ Nicolas F, 44’ Sindelar A, 94’ Shall A, 96’ Bican A, 114’ Verriest rig F)

Genova 27 maggio

Spagna-Brasile 3-1 (18’ Iraragorri rig S, 27’ Langara B, 56’ Leonidas S, 77’ Langara S)

Milano 27 maggio

Svizzera-Olanda 3-2 (14’ Kielholz S, 22’ Smit O, 43’ Kelholz S, 64’ Abeggien S, 87’ Vente O)

Bologna 27 maggio

Svezia-Argentina 3-2 (3’ Bellis A, 8’ Jonasson S, 47’ Galateo A, 67’ Jonasson S, 79’ Kroon S)

Napoli 27 maggio

Ungheria-Egitto 4-2 (12’ Teleki U, 31’ Toldi U, 39 Fawzi E, 52’ Toldi U, 59’ Vincze U, 67’ Fawzi E)

 

Quarti di finale

Bologna 31 maggio

Austria-Ungheria 2-1 (5’ Horvath A, 53’ Zischek A, 67’ Sarozi rig U)

Milano 31 maggio

Germania-Svezia 2-1 (60’ Hohmann G, 63’ Hohmann G, 83’ Dunker S)

Firenze 31 maggio

Italia-Spagna 1-1 d.t.s. (29’ Regueiro, 44’ Ferrari)

Firenze 1° giugno (ripetizione)

Italia-Spagna 1-0 (11’ Meazza)

Torino 31 maggio

Cecoslovacchia-Svizzera 3-2 (18 Kielholz S, 24’ Svoboda C, 48’ Sobotka C, 71’ Abegglen S, 830 Nejedly C)

 

Semifinali

Roma 3 giugno

Cecoslovacchia-Germania 3-1 (21’ Nejedly C, 50’ Noack G, 60’ Nejedly, 81’ Nejedly)

Milano 3 giugno

Italia-Austria 1-0 (21’ Guaita)

 

Finale per il 3° e 4° posto

Napoli 7 giugno

Germania-Austria 3-2 (1’ Lehner G, 29’ Conen G, 30’ Horvath A, 42’ Lehner G, 55’ Sesta A)

 

Finalissima

Italia-Cecoslovacchia 2-1 (d.t.s.)

Italia: Gianpiero Combi (capitano); Eraldo Monzeglio, Luigi Allemandi; Attilio Ferraris, Luis Monti, Luigi Bertolini; Enrique Guaita, Giuseppe Meazza, Giovanni Ferrari, Angelo Schiavio, Raimundo Orsi. All. Vittorio Pozzo.

Cecoslovacchia: František Plánicka (capitano); Josef Ctyroký, Ladislav Ženíšek; Rudolf Krcil, Štefan Cambal, Josef Koštálek; Antonín Puc, Oldrich Nejedlý, Jirí Sobotka, František Svoboda, František Junek. All. Karel Petru

Arbitro: Ivan Eklind (Svezia)

Reti: 76’ Puc, 80’ Orsi, 95’ Schiavio.

 

ACCADEVA NEL 1934 IN ITALIA E NEL MONDO

Il cancelliere nazista Adolf Hitler in Germania il 2 agosto assume anche la carica di capo dello Stato. Incontra per la prima volta il duce italiano Benito Mussolini e fa uccidere il cancelliere austriaco Engelbert Dollfuss: per questo i due dittatori arrivano allo scontro. L’Italia è preda di un rigida deflazione (i prezzi scendono del 5,16%) provocata anche dalla politica economica del fascismo. I redditi sono più bassi di quelli del 1930. Un chilo di carne costa 9 lire (quattro millesimi di euro), un chilo di pane due lire (un millesimo di euro). Eventi lieti: negli Stati Uniti Walt Disney inventa Donald Duck, che per noi è Paperino.

Luigi Pirandello vince il Nobel per la letteratura. L’Alfa Romeo realizza il prototipo Soffio di Satana, una fra le auto più belle di tutti i tempi: Gabriele D’Annunzio compra uno dei tre esemplari prodotti. L’auto costa così cara che non la mettono neanche in produzione.

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