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Gelli cede al pressing renziano sarà una corsa a due nel Pd

Il deputato pisano fa un passo indietro: «Dividerci sarebbe stato un errore»  Sostegno alla Bonafé ma è giallo sul ticket. Spunta l’ipotesi delle due liste

LIVORNO

Ha vinto Renzi? No, nel Pd ortodosso giurano che “ha vinto il buonsenso”. Perché dividersi, fra turborenziani e renziani critici (oltre alle altre correnti e alla Sinistra che punta su Valerio Fabiani), avrebbe generato l’ennesima spaccatura sdoganando, senza appelli, l’immagine di un partito lacerato, incapace di rialzarsi dopo la batosta del 4 marzo.

Invece ieri dall’annunciato incontro Gelli-Bonafé – il primo candidato “critico”, la seconda fedelissima dell’ex segretario catapultata da Bruxelles di nuovo nel Granducato – è nato un accordo senza vincitori né vinti. Nel senso che il deputato pisano rinuncia alla corsa per la segreteria regionale, lasciando campo libero alla Bonafé ma garantendole il suo sostegno e avviando un probabile ticket, peraltro già ampiamente nell’aria e benedetto da Firenze. Si è parlato e si continua a parlare, per lui, di un ruolo come vice segretario. Anche se ieri pomeriggio, nell’entourage dei “gelliani”, circolava l’ipotesi che il medico pisano potesse correre comunque a sostegno dell’europarlamentare varesina, ma con una sua lista per raccogliere gli scontenti, i critici, quelli che nel Pd mettono in discussione la gestione dell’ex segretario nazionale. Così da avere più peso specifico nell’assemblea e magari strappare qualche voto a sinistra. Ad accreditare questa ipotesi un fedelissimo di Gelli che peraltro attribuiva direttamente la proposta a Luca Lotti, definendola una “genialata”. Ipotesi che tuttavia dal quartier generale dell’ex ministro smentiscono categoricamente.

Gelli, dopo il faccia a faccia con la Bonafè, ha spiegato il perché della sua rinuncia: «In questi giorni - ha detto - ho raccolto moltissime sollecitazioni e appelli a candidarmi e altrettanti a restare uniti e a non dividersi. Li raccolgo, tutti. Questa fase politica impone a tutti noi di farlo, di battersi insieme, col cuore e con la testa». «La mia candidatura - prosegue - aveva due obiettivi principali: un nuovo Pd in grado di far tesoro dei suoi errori e di rimettersi al servizio dei cittadini e una nuova stagione politica, con al centro ancor di più la partecipazione e il rinnovamento del gruppo dirigente e il recupero dei tanti delusi e allontanati dalla politica. Ho deciso di contribuire al futuro del Pd della Toscana per concretizzare le tante proposte dei cittadini, elettori e amministratori che in questi giorni e ore mi hanno sostenuto, incoraggiato e spronato. Ho deciso di farlo a fianco di Simona Bonafé». Che ha subito ringraziato Gelli: «Ha vinto lo spirito di squadra». Applausi anche dal capogruppo Dem a Palazzo Madama Andrea Marcucci: «Almeno in Toscana abbiamo imparato la lezione: basta divisioni assurde». E sospirone dei fedelissimi del senatore di Scandicci. Sarà

una corsa a due: Bonafé-Fabiani. In una prima fase saranno gli iscritti a pronunciarsi, discutendo le linee politiche e votando il candidato nei circoli tra il 15 e il 26 settembre. Poi il 14 ottobre le primarie aperte. Pace fatta, dunque, sulla strada per via Forlanini. O quasi. —

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