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Due anni di siccità, la falda è ko: a rischio il pomodoro toscano

Due anni di siccità, la falda è ko: a rischio il pomodoro toscano

La carenza idrica legata alle minori piogge ha ridotto la disponibilità dei terreni Italian Food: «Coltivazioni diminuite, abbiamo deciso di aumentare il prezzo di acquisto»  

VENTURINA. La crisi idrica sta mettendo in ginocchio l’industria del pomodoro toscano. L’attuale campagna di lavorazione dell’oro rosso è una delle più sofferte dell’ultimo decennio. Il meteo ha posticipato l’inizio della raccolta, ma in Maremma e in Val di Cornia si è aggiunta una carenza idrica che da 2 anni sta riducendo la disponibilità di terreni: così molte aziende hanno rinunciato a coltivare il pomodoro già in questa stagione.

In questo contesto la Italian Food, azienda del Gruppo Petti, terzo marchio per vendite in Italia dopo Mutti e Cirio, con un indotto di oltre 2.000 persone che lavorano con lo stabilimento di Venturina, sta intervenendo alzando i prezzi di acquisto della materia prima. E venerdì 7, in azienda, è in programma un incontro con l’assessore regionale all’agricoltura Remaschi, i rappresentanti del territorio e della parte agricola per affrontare l’emergenza.

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«Fino allo scorso anno potevamo contare sull’approvvigionamento del pomodoro da industria da tante aziende agricole nel raggio di 60 km dal nostro stabilimento di Venturina – dice Pasquale Petti –. Quest’anno le coltivazioni nella nostra zona sono diminuite a causa del meteo e dell’emergenza idrica. Per questo abbiamo accordato agli agricoltori un aumento del prezzo di acquisto. A partire dal 30 agosto abbiamo infatti concordato con le associazioni dei produttori un prezzo superiore agli 87 euro/ton stabiliti dall’accordo Centro-Sud Italia, arrivando a pagare fino a 100 euro/ton per tutto il pomodoro di qualità che verrà ritirato dalle province di Grosseto e Livorno. Così sosteniamo le aziende agricole: mi auguro che queste misure possano servire a proteggere il pomodoro toscano e a mantenerlo in questo territorio. Stiamo crescendo in modo esponenziale, ma abbiamo bisogno di avere sicurezza di approvvigionamento nel lungo periodo».

Per il problema idrico Italian Food sta lavorando ad un progetto infrastrutturale in collaborazione con l’Associazione Produttori Ortofrutticoli Toscani.«Vogliamo contribuire all’innalzamento degli argini del laghetto Tufaia (a Rimigliano, ndr), già in gestione al consorzio di bonifica, per convogliare le acque piovane. Siamo anche disposti a finanziare la realizzazione di una tubazione per portare nei campi anche le acque in uscita dal depuratore Asa. Ma è necessario che la Regione e autorizzi l’Asa di Livorno e il consorzio di bonifica ad effettuare tali interventi per poter partire con i lavori. Sarebbe un passo in avanti per poter cominciare a realizzare il progetto presentato nel protocollo d’intesa, firmato con il presidente della Regione Enrico Rossi, la Asport e il Comune di Campiglia nel marzo del 2012, che prevedeva la costruzione di un nuovo stabilimento produttivo entro il 2022, più grande dell’attuale, e per poter raddoppiare la produzione e la forza lavoro impiegata».

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