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Capo della squadra mobile lancia il test su Facebook: «Scarcerano lo spacciatore, dite voi di chi è la colpa»

Pistoia, il vicequestore e scrittore di gialli Antonio Fusco lancia il “test” sui social. Fra le opzioni: responsabili i politici che non cambiano la legge? Poi toglie il post

PISTOIA. L’atmosfera intossicata che si respira sui social rende la vita difficile a tutto ciò che non sia commento urlato, chiosa partigiana, pura e semplice offesa. I commenti originali e persino le goliardate scherzose hanno vita breve.

È il caso del post pubblicato domenica mattina da Antonio Fusco, vicequestore e capo della Squadra mobile di Pistoia, ma anche scrittore di libri gialli di successo. Sulla sua pagina Facebook, il dirigente di polizia aveva lanciato un “piccolo test di intelligenza domenicale”. Testo: “Un cittadino del Gambia arrestato perché sorpreso a spacciare, viene rimesso in libertà da un giudice che applica la legge che non prevede la prigione per lo spaccio di lieve entità. Con chi ci dovremmo indignare? 1) Con il cittadino del Gambia che si è fatto scarcerare; 2) con il Giudice che lo ha scarcerato applicando la legge; 3) con i politici che, pur avendo la maggioranza, si indignano sui social invece di cambiare la legge; 4) con nessuno; il giudice ha applicato una legge che ritengo giusta».

L’episodio citato in partenza non è inventato: è realmente avvenuto il 18 luglio, quando i giudici del Tribunale del riesame di Milano hanno rimesso in libertà un gambiano di 31 anni, con precedenti per spaccio, che il 27 giugno era stato sorpreso con cinque pastiglie di ecstasy. Ma alla ribalta della cronaca è giunto solo sabato 29 agosto, quando in un tweet il ministro dell’interno Salvini aveva definito “roba da matti” la decisione dei giudici.

Detto questo, il “test” di Fusco non toccava affatto questioni politiche o partitiche. Durante la giornata il post suscita un certo interesse (90 commenti in 7 ore), tra le risposte prevalgono quelli che se la prenderebbero con i politici, ma il tutto non dà adito agli spesso consueti batti e ribatti infuocati che spesso si leggono su argomenti di attualità.

Incuriosito, Il Tirreno decide di chiedere un commento all’autore sul suo post e sulle risposte che stavano arrivando. Ma il capo della Mobile, raggiunto per telefono, dimostra di non gradire l’interessamento. Spiega che non c’è nulla di serio, che si tratta solo di un gioco goliardico, di nessun valore. «In passato ne ho fatti altri, ma non hanno suscitato nessun interesse. Non capisco perché questo invece sì».

Il tono è palesemente irritato. Prima della fine della telefonata, Antonio Fusco anticipa che cancellerà immediatamente il post in questione. Detto fatto: al posto del “piccolo test di intelligenza domenicale”, sulla pagina Facebook compare una foto di gattini. E sopra un testo in cui Fusco comunica di essere stato «costretto a cancellare il mio demenziale Test di intelligenza domenicale per ragioni di opportunità. Il post ha attirato l'attenzione di alcuni giornalisti, che vi hanno ravvisato gli elementi per montarci su una seria riflessione politica».

Fatto, questo, che secondo il vicequestore si inquadra nel «clima avvelenato che si sta vivendo nel nostro paese negli ultimi tempi» e che «ci vuole tutti obbligatoriamente schierati, da una parte o dall'altra, a favore o contro». «Non si possono fare più battute o chiacchiere da bar per poi riderci su – lamenta ancora Fusco

– a tutto viene attribuito un valore, tutto viene esasperato. Da oggi in poi non farò più post su tematiche di attualità, vista l'aria che tira. Da oggi in poi solo gattini. A voi consiglio di fare attenzione quando commentate. Il nemico è in ascolto. Io vi ho avvisati». 
 

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