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Inchiesta appalti: il "sistema" Stefanini-Fiaschi tra regali, cene e vacanze

Livorno: ecco le accuse che hanno portato all'arresto dell'ex coordinatore della protezione civile e all'imprenditore

LIVORNO. C’era chi piangeva un figlio, chi aveva appena perso tutto, chi non sapeva come ripartire. Ma c’era anche chi pensava già a come arricchirsi, sfruttando i lavori che sarebbero iniziati nei giorni successivi per riportare Livorno alla normalità. «Si festeggia l’alluvione», una frase che gela il sangue e mette i brividi: è una delle intercettazioni raccolte dalla squadra mobile pochi giorni dopo il violento nubifragio di quasi un anno fa, durante l’inchiesta che sta travolgendo la Protezione civile del Comune di Livorno. Al telefono ci sono Emanuele Fiaschi, 37 anni, livornese, titolare della Tecnospurghi, una delle aziende leader tra Livorno e provincia per lo spurgo dei pozzi neri, e un imprenditore viareggino che - al contrario di Fiaschi - non sarebbe tra gli indagati. E l’intercettazione riporta alle frasi choc dopo il terremoto dell’Aquila nel 2009, con due imprenditori al telefono che ridevano per i profitti legati alla ricostruzione del territorio abruzzese. «Si festeggia l’alluvione», spunta invece adesso, a pochi giorni dal primo anniversario del nubifragio del 10 settembre 2017 che causò nove vittime.

Livorno. Protezione civile e appalti truccati, il capo della mobile: nelle intercettazioni un "brinderemo all'alluvione" Salvatore Blasco, capo della squadra mobile, spiega il rapporto tra Riccardo Stefanini (ex funzionario della Protezione civile) ed Emanuele Fiaschi (imprenditore), arrestati per turbativa d'asta e truffa ai danni dello Stato. Nelle intercettazioni anche una frase agghiacciante riferita all'alluvione del settembre 2017: "Brinderemo all'alluvione" (Video Marzi / Pentafoto) - L'ARTICOLO


C’è l’intercettazione e ci sono le accuse, gravissime anche quelle. Fiaschi è stato arrestato per turbativa d’asta in concorso e truffa ai danni dello Stato, reati contestati anche all’ex coordinatore della Protezione civile di Livorno, Riccardo Stefanini, 60 anni, livornese, già ai domiciliari per peculato continuato in seguito alla prima tranche di questa inchiesta (si portava a casa benzina, cibo e bottigliette d’acqua destinate invece alle emergenze). «I due lucravano sistematicamente ai danni del Comune», si legge nell’ordinanza. Stefanini, secondo gli inquirenti, ha invitato un’azienda di Camaiore, la Ceragioli Costruzioni, a non partecipare al bando di gara per l’affidamento di una serie di servizi per l’ente, spiegando che non aveva i requisiti giusti e lasciando un’autostrada a Fiaschi per ottenere l’appalto. Il funzionario comunale, spiegano gli inquirenti, avrebbe inoltre versato 4.500 euro alla Tecnospurghi per i lavori di spargimento del sale dopo una nevicata a Livorno, lavori effettuati invece da un volontario. Tutto in cambio di cene, di regali, di vacanze all’Elba. E poi c’è il caso dei sacchi di sale da disgelo venduti dall’azienda livornese al Comune: 15 euro più Iva per 20 chili, mentre l’amministrazione di Pisa - è l’esempio verificato dalla polizia - cinque anni fa spese 3,35 euro Iva compresa per 25 chili. Prezzi gonfiati, pesando ancora una volta sulle tasche dei cittadini.

Livorno, blitz all'alba: la polizia arresta ex funzionario della Protezione civile e un imprenditore Ecco le immagini diffuse dalla polizia sull'operazione che ha portato agli arresti domiciliari di Riccardo Stefanini, ex coordinatore della protezione civile del Comune di Livorno e di Emanuele Fiaschi, imprenditore e titolare della ditta Tecnospurghi - L'ARTICOLO


Al centro dell’inchiesta - partita proprio il giorno prima dell’alluvione grazie una segnalazione del sindaco 5 Stelle di Livorno, Filippo Nogarin - anche il bando di quest’anno per la gestione dell’alert system, servizio utilizzato dall’amministrazione comunale per comunicare ai cittadini gli eventuali rischi legati al maltempo: la gara sarebbe stata creata su misura per favorire la ComunicaItalia di Roma, società che si occupa della creazione e della gestione di sistemi per la comunicazione. Stefanini avrebbe stabilito i criteri insieme a Nicoletta Frugoli, 66 anni, originaria di Carrara e residente a Viareggio, rappresentante commerciale dell’azienda con sede a Roma: indagata per turbativa d’asta, non potrà dirigere o rappresentare aziende per un anno. «È uno schiaffo alla città , innanzitutto ai familiari della vittime - ha detto Nogarin - in caso di rinvio a giudizio, il Comune non solo si costituirà parte civile, ma chiederà anche un risarcimento per il gravissimo danno d’immagine».
 

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