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Cartello crollato sulla Fi-Pi-Li, la Procura apre un'inchiesta

Attentato alla sicurezza dei trasporti. È con quest’accusa che la procura di Pisa ha aperto un’inchiesta dopo il crollo del cartello sulla Fi-Pi-Li

PISA. Attentato alla sicurezza dei trasporti. È con quest’accusa che la procura di Pisa, con la pm Flavia Alemi, ha aperto un’inchiesta dopo il crollo del cartello sulla Fi-Pi-Li. Un cedimento, quello avvenuto dopo le 15 di mercoledì fra le uscite di Cascina e Pontedera-Ponsacco, che per fortuna non ha provocato né vittime, né feriti, avendo solo sfiorato le auto di passaggio. Il fascicolo al momento è a carico di ignoti.

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La procura, per avviare le indagini, ha delegato la polizia stradale di Pisa e i vigili del fuoco. Il cartello, che era posizionato in direzione di Firenze e indicava lo svincolo per Livorno, è stato sequestrato e attualmente si trova nei depositi empolesi dell’Avr, la società romana che dal 2013 gestisce il global service della strada di grande comunicazione toscana e che proprio qualche anno fa, accanto all’arteria che collega il mare al capoluogo, ha costruito una nuova sede.

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Insieme al cartello della segnaletica stradale è stato sequestrato anche il palo rimasto integro a lato della carreggiata. Secondo le prime analisi, all’origine del crollo, vi sarebbe il cedimento di una parte in alluminio. Il palo, evidentemente, si sarebbe corroso nel tempo, senza dare alcuna avvisaglia sull’imminente crollo. Non è chiaro se il forte vento abbia influito nella rottura; di sicuro a causarne il collasso non sarebbe stato né un camion che lo avrebbe urtato, né un fulmine che lo avrebbe centrato durante il temporale. È quanto emerge dalle prime indagini disposte dalla procura di Pisa.

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Il fascicolo – come anticipato – fino a ieri sera era a carico di ignoti. Nessun indagato, quindi, né fra le fila di Avr, la società che gestisce il global service (il servizio di manutenzione complessiva), né nella Città metropolitana di Firenze, l’ente capofila nella gestione della Fi-Pi-Li. L’azienda romana si è messa fin da subito a disposizione della magistratura, che attraverso esami specifici sta cercando di stabilire in modo inequivocabile le cause del crollo del cartello.

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