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Feste paesane cancellate per il giro di vite sulla sicurezza: «Costi insostenibili»

Da Piombino a Rosignano, decine di eventi a rischio: «Non possiamo spendere migliaia di euro, così chiudiamo»

A Salivoli, quartiere di Piombino dove da qualche anno a questa parte i commercianti avevano investito impegno, tempo e anche qualche soldo per garantire ai residenti un buon motivo per uscire fuori di casa - un’alternativa alla noia almeno il giovedì sera - la sciabola del decreto Minniti è stata implacabile: ha decapitato in toto l’intera edizione di “Salivoli di sera” e costretto gli organizzatori ad annullare la festa. Motivo: piano della sicurezza dai costi troppo alti e norme troppo severe.

A Rosignano, per gli stessi motivi, potrebbero saltare i mercatini nelle piazze e tutte quelle piccole manifestazioni che per le comunità rappresentano l’unico “luogo” di aggregazione. Tanto che una decina di giorni fa il sindaco Alessandro Franchi ha scritto al ministro dell’Interno Matteo Salvini, chiedendo che le regole sulla sicurezza vengano riviste e calibrate in base alla tipologia e al seguito della manifestazione.

Ma Piombino e Rosignano non sono casi isolati. Le norme sulla sicurezza stanno mettendo a rischio decine di manifestazioni in tutta la Regione. Un problema, quello delle piccole feste paesane e delle sagre che rischiano di scomparire, del quale si sta occupando anche l’Anci Toscana. L’associazione dei Comuni, su sollecitazione di molti sindaci, ha previsto un incontro con i rappresentanti del terzo settore (volontariato e altre organizzazioni no profit) per discutere delle ripercussioni che la circolare Gabrielli, in vigore dal luglio 2017, sta provocando sui piccoli eventi.

A poco infatti sembra sia servita la successiva direttiva Morcone, arrivata per limitare il contraccolpo della circolare sulle piccole manifestazioni: la voce “Safety e Security” continua a pesare troppo soprattutto in termini di costi per chi organizza e di responsabilità per chi deve autorizzare e garantire che tutto si svolga in sicurezza appunto. «È un problema diffuso - spiega il direttore di Anci Toscana, Simone Gheri - soprattutto in Toscana dove gli eventi sono tanti. Ad esempio mi risulta che chi organizza corse podistiche abbia previsto che la corsa termini in un luogo al chiuso proprio per evitare di scontrarsi con le limitazioni previste dalla circolare. Le disposizioni in vigore nel caso dei piccoli eventi vanno riviste: con la direttiva Morcone la situazione un po’ è migliorata ma ancora non basta. I costi per la sicurezza, a cui devono far fronte i più piccoli, rimangono troppo alti. Per ora la maggior parte delle amministrazioni comunali è intervenuta per evitare lo stop dell’evento ma una soluzione va trovata ed è per questo che abbiamo previsto un incontro a livello regionale con i rappresentanti delle associazioni e del volontariato».

A raccontare come l’organizzazione di un piccolo evento si sia trasformata in odissea è Marco Viti, farmacista di Salivoli che da cinque anni, insieme ad altri commercianti, si impegnava nella pianificazione di concerti e altri eventi estivi. «Tutti i giovedì sera c’era qualcosa di diverso in tre punti distinti del quartiere - spiega Viti - quest’anno però è andato tutto a gambe all’aria a causa del piano sicurezza che ha dei costi troppo alti per noi. Il nostro budget si aggirava intorno ai 4 mila euro ed era impensabile poterne spendere 1.500 per le spese legate alla sicurezza. In più è scoraggiante essere rimbalzati da un ufficio all’altro per capire come ci si debba muovere quindi alla fine a malincuore abbiamo rinunciato».

Anche chi ha le spalle un po’ più grosse non nasconde le difficoltà, soprattutto economiche, a cui ha dovuto far fronte per riuscire a organizzare l’evento. «Quest’anno abbiamo speso 20.000 euro in più - spiegano i responsabili del comitato paesano di Aquilea a Lucca che da 43 anni organizza una sagra della zuppa che mette 800 persone a tavola - i costi sono lievitati un po’ perché abbiamo dovuto fare dei lavori strutturali per essere in regola con le norme sulla sicurezza, un po’ perché ci siamo dovuti rivolgere a un’associazione di volontariato che ci garantisse la presenza di quattro persone formate sia in ambito sanitario che in quello dell’antincendio. A

questo si aggiunge poi il costo dell’ingegnere che ha dovuto approvare il piano sicurezza di partecipanti e lavoratori. Per l’anno prossimo cercheremo di unirci con le altre sagre per poter pagare il corso di formazione per l’antincendio a una decina di persone». Che a persona costa 150 euro.

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