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«Non rispettati deboli e malati»: Adriano Panzironi sospeso per 8 mesi

Il provvedimento dell'Ordine dei giornalisti contesta al pubblicista la diffusione di notizie di salute con «sensazionalismo che potrebbe far sorgere timori o speranze infondate» 

ROMA. Otto mesi di sospensione. Il provvedimento è stato adottato nei giorni scorsi dall’Ordine dei giornalisti del Lazio ma Adriano Panzironi lo impugnerà davanti all’Ordine nazionale. Il pubblicista non ha alcuna intenzione di subire la “censura” per i contenuti divulgati nel programma Il Cerca salute: tenersi in salute senza mangiare “carboidrati insulinici”, rinnegando la dieta mediterranea e integrando l’alimentazione con integratori prodotti da una società sua e di suo fratello gemello Roberto Panzironi.

Da settimane anche Il Tirreno si occupa di questo stile di vita che mette in discussione la medicina ufficiale. Tanto da aver portato l’Ordine dei medici di Roma a presentare una denuncia alla Procura contro Adriano Panzironi per esercizio abusivo della professione. Tuttavia, il procedimento per la sospensione è stato attivato mesi da dopo una puntata del programma Le Iene, conferma l’avvocato Alberto Campanella, legale di Adriano Panzironi.



Per motivare la sospensione, nella delibera dell’Ordine dei giornalisti di Roma si fa riferimento a dichiarazioni rilasciate da medici durante il programma di Italia1. In base a queste dichiarazioni, ammettendo di non avere conoscenze mediche specifiche, l’Ordine dei giornalisti contestano a Panzironi la violazioni di due articoli del Testo Unico dei Doveri del Giornalista (approvato dal Consiglio nazionale il 27 gennaio 2016) e un articolo del Codice di Deontologia dei gionalisti. Nello specifico, a Panzironi l’Ordine laziale contesta la violazione dell’articolo 6 sui Doveri nei confronti dei soggetti deboli che recita: «... Il giornalista evita nella pubblicazione di notizie su argomenti scientifici un sensazionalismo che potrebbe far sorgere timori o speranze infondate; diffonde notizie sanitarie solo se verificate con autorevoli fonti scientifiche». Contestata anche la violazione dell’articolo 10 su pubblicità e sondaggi: «Il giornalista assicura ai cittadini il diritto di ricevere un’informazione corretta, sempre distinta dal messaggio pubblicitario attraverso chiare indicazioni». Infine gli viene contestato (rispetto al Codice di Deontologia) il mancato rispetto della «tutela della dignità delle persone malate» (articolo 10).

Ma l’avvocato Campanella contesta queste affermazioni: «Il mio cliente non sostiene mai che chi segue Life 120 debba interrompere le cure senza aver sentito il medico curante. Sostiene invece che seguendo uno stile di vita particolare e un’alimentazione corretta previene le malattie. Certo lamenta che la medicina ufficiale dovrebbe seguirlo ma - specifica il legale - vuole intendere che il medico di base dovrebbe tornare a fare più prevenzione

invece che curare». In sostanza - conclude Panzironi - non dà «consigli medici, ma si limita a sottolineare che la medicina ufficiale insegue il problema invece di prevenirli. Per questo ci appelleremo senza timore al Consiglio nazionale dei giornalisti».


 

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